02 luglio 2006

Rapporto sulla scuola del ministro Fioroni

Il Ministro Fioroni ha presentato in Parlamento un articolato rapporto sullo stato della scuola italiana ed il quadro di riferimento a cui intende attenersi.
Ecco alcuni passi su cui riflettere e discutere...

«L'attenzione di tutti, e la mia in particolare, oggi deve concentrarsi piuttosto su quello che è necessario e possibile fare, fin da subito e nel corso di questa legislatura.»

«... non ho in animo di elaborare l’ennesima riforma complessiva del sistema, a cui legare il mio nome.»

«L'autonomia scolastica, l’unica illuminata, e anche per questo costituzionale, riforma degli ultimi anni, ha in sé tutte le potenzialità necessarie allo sviluppo della dimensione comunitaria della scuola.»

«La via giusta, in un sistema fondato sulle autonomie, è quella dell'attivazione di processi di trasformazioni condivisi: da un lato smontando, con il metodo del "cacciavite", ciò che li frena o li ostacola, dall’altro mettendo in campo ciò che occorre perchè quei processi abbiano come traguardo una maggiore efficienza e una maggiore equità.»

«La scuola che vogliamo è una scuola capace di coniugare equità ed eccellenza, capace di garantire
- le pari opportunità di tutti nell’accesso all'istruzione e nella possibilità di successo formativo
- l'eccellenza dei risultati
- la valorizzazione dei meriti individuali.»

«L'istruzione è una funzione pubblica, perché riguarda tutti e perché le sue finalità sono decise dalla comunità, e che tale è e resta indipendentemente dalla natura del soggetto che gestisce l’offerta formativa, sempre che il soggetto gestore risponda a quelle finalità e alle regole che ne derivano.

«Sulle caratteristiche del modello didattico, così come sulla strutturazione dei curricoli, l’impegno ad evitare qualsiasi forzatura statalista e dirigista è totale. In questo quadro, è da rivedere la logica stessa implicita nell’emanazione delle "Indicazioni Nazionali".
Lo Stato non è portatore di una sua pedagogia e di una sua metodologia didattica, il suo compito è un altro, quello di definire gli obiettivi formativi sulla cui base diventa possibile anche una seria e scientifica valutazione dei risultati del sistema e delle singole istituzioni scolastiche; mentre è alle autonomie scolastiche che spetta la progettazione dei curricoli.

Anche sui dispositivi introdotti dal governo precedente, come il Portfolio e il Tutor, l’azione del governo non riguarda solo l’emendamento di ciò che è inadeguato o non praticabile; la nostra bussola sta nel restituire all’autonomia scolastica le scelte che le spettano, e la sua piena responsabilità.

Sottolineo inoltre la necessità di rendere pienamente attuativo ciò che è già previsto dalle norme, cioè lo sviluppo della continuità educativa all’interno della scuola di base.»

29 giugno 2006

Non si doveva voltare pagina?

Ma non si doveva voltare pagina?
Tecnica della scuola titola:
Resta l'impianto della riforma del primo ciclo: lo ha deciso il Senato

Il viceministro Mariangela Bastico dichiara che ad ottobre non cambierà nulla.
Infatti restano tutor, portfolio, indicazioni nazionali... per ora rimangono prorogate le situazioni organico e classi di concorso.
È la "logica del cacciavite"?
A me sembra tanto la "logica del tumore ignorato".
Invece di ricevere immediate cure, il malato è stato rimandato a casa.
A settembre, bambini e adolescenti si ritroveranno un sistema scolastico a 27 ore base; "indicazioni" ricche di errori sintattici, logici e didattici; tutor che c'è ma non c'è; portfolio che c'è ma va tenuto con mille precauzioni...

Il FORUM DEGLI INSEGNANTI pubblica un intervento in cui si dichiara che
"Gli insegnanti non sono disponibili a tollerare ancora il massacro della Scuola Statale":
LE POSIZIONI DEL GOVERNO SULLA SCUOLA SONO INACCETTABILI

Il movimento di rinnovamento
Per una buona scuola per la Repubblica
prosegue l'impegno per una nuova
Legge di iniziativa popolare

attraverso una imponente raccolta firme (75.600 firme al 24 giugno).
Informazioni per la raccolta delle adesioni e la collaborazione ai comitati sono su http://www.leggepopolare.it/.

13 giugno 2006

Portfolio delle competenze

Il ministro Giuseppe Fioroni non ha materialmente avuto la possibilità di intervenire in tempo sulla montagna di questioni generate da una riforma scolastica che personalmente continuo a ritenere improvvisata.

A questo proposito invito tutti gli operatori della scuola a leggere il significativo intervento di Stefano Stefanel su EDUCAZIONE & SCUOLA:
http://www.edscuola.it/archivio/ped/pedagogia_arroganza.htm



Per quanto un po’ tardiva (12 giuglio 2006), la comunicazione del ministro permette di farsi un’idea del destino che sembra ormai segnato per il portfolio.

Praticamente, per il "corrente anno scolastico" le istituzioni scolastiche POSSONO comportarsi come se il portfolio non sia mai esistito. Se invece PROPRIO VOGLIONO ostinarsi ad utilizzarlo... si richiama l’esigenza di "gestire con la massima cautela i dati da inserire nel portfolio".



Dipartimento per l'Istruzione
Prot n. 5596
Ai Direttori Generali regionali
Ai Dirigenti dei C.S.A.
Ai Dirigenti scolastici
LORO SEDI

Roma, 12/06/2006
Oggetto: Portfolio delle competenze nella scuola dell'infanzia e nel primo ciclo di istruzione - Precisazioni.

Facendo seguito alla precorsa corrispondenza, relativa all'oggetto e ad ulteriore chiarimento di quanto fatto presente con C.M. n. 84 del 10 novembre 2005 e con la circolare prot. n. 1196 del 9 febbraio 2006, si precisa quanto segue.

Ai fini della valutazione individuale dell'alunno, le istituzioni scolastiche, nell'ambito della loro autonomia, all'insegna dei criteri di flessibilità e progressività, possono, per il corrente anno, utilizzare sia gli strumenti valutativi individuati nelle Linee guida sul Portfolio, a suo tempo diramate, sia gli strumenti valutativi di cui alla precedente modulistica.

Per quanto concerne, poi, la religione cattolica, le istituzioni scolastiche dovranno redigere, per gli alunni che si sono avvalsi di tale insegnamento, la speciale nota prevista dall'art. 309 del Testo Unico, di cui al decreto legislativo n. 297/1994 e soprassedere dalla compilazione della "biografia con narrazione delle esperienze significative dell'alunno", di cui alla sezione c (parti consigliate), lettera b, della modulistica allegata alla circolare n. 84/2005. Tanto in esecuzione delle ordinanze di sospensiva emesse dal TAR del Lazio in data 1.02.2006 e in data 15.03.2006.

Si richiama infine l'attenzione delle istituzioni scolastiche sulla esigenza di gestire con la massima cautela i dati da inserire nel portfolio, considerato che si è tuttora in attesa che il Garante per la privacy si pronunci sul testo del Regolamento a suo tempo predisposto.

IL MINISTRO
Giuseppe Fioroni

07 giugno 2006

Egregio Signor Ministro

Peppe Dini, collega sempre attivo nella difesa della cultura tecnologica nella scuola di base italiana, ha inviato una lettera di augurio e proposta al ministro Fioroni. Eccola ....


Egregio signor Ministro,

dovrei iniziare a scrivere così ma , da fratello scout, mi permetterò un linguaggio più confidenziale. Ora sei diventato il mio capo, sono un docente di Educazione Tecnica della scuola media di Fermignano; volevo proprio scriverti della mia disciplina, che nella riforma Moratti è stata assegnata con una sola ora (su tre) a scienze, poi nel decreto della riforma delle superiori sono state assegnate di nuovo due ore più una opzionale. Devo dire con franchezza che sono stati i due anni più brutti che ho vissuto nella scuola soprattutto perché non si è tenuto in considerazione una disciplina tra le più belle, perché è di fatto il collegamento tra la teoria e la realtà; non per niente il motto della nostra materia è: "Se ascolto dimentico, se osservo ricordo, se faccio imparo", un motto di BP che certamente conoscerai bene. Mi sono battuto assieme ad altri pochissimi in tutta Italia per Ed. Tecnica e non vorrei che i risultati ottenuti potessero essere resi vani, anche semplicemente abrogando il decreto delle superiori che contiene l'articolo 25. Come docenti stiamo ancora aspettando la revisione delle classi di concorso e questo aspetto ci fa stare ancora sulle spine. Spero in una tua considerazione. Se vuoi sapere di me e della disciplina che insegno puoi visitare www.educambiente.it.

Non mi dispiacerebbe avere una tua risposta, anche la Moratti lo ha fatto.
Ti auguro "Buona Strada".
Peppe Dini

22 maggio 2006

La nostra scuola non è più STATALE ?

Il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni, in occasione della Marcia in ricordo di Don Milani (Barbiana, 21 maggio 2006) si è autodenifito "Ministro della Pubblica Istruzione".
Personalmente avevo subito come una diminuzione del mio ruolo di educatore la recente ridefinizione del ministero come "Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca scientifica".
La sparizione della denominazione PUBBLICA mi è apparsa come un cedimento alla logica aziendale della produzione in funzione del massimo profitto.
Credo che questo dichiararsi "Ministro della Pubblica Istruzione" sia un segnale positivo.
Tra i valori della competizione e della solidarietà il primo mi è sembrato prevalere troppo pesantemente in questi ultimi anni.
Vorrei tanto che la solidarietà non venisse mai dopo la competizione.

I docenti stanno in questo periodo dedicandosi agli adempimenti conclusivi dell'anno scolastico.
Nel riformulare l'ennesima relazione, mi sono trovato a modificare diligentemente la dicitura di intestazione della mia scuola.

Cancellare: "Scuola Media Statale"

Scrivere: "Scuola Secondaria di Primo Grado".

Cavolo! Già ho deglutito il boccone amaro del ministero che non è più pubblico!
Un tempo ero docente di ruolo ed ora sono solo "a tempo indeterminato"...
Ora mi accorgo che la scuola in cui insegno non è più definita come STATALE !!!

Al diavolo! STATALE ce lo aggiungo io, a mano, almeno fino a quando non cartolarizzano pure me.

Qualcuno ha fatto il conto di quante insegne, targhe, lapidi (di tutte le scuole: medie, materne, superiori ecc.) bisogna rifare con una lunga dicitura che ha perso il termine STATALE?
Per risparmio, buon senso e spirito di orgogliosa appartenenza al servizio solidale per l'Italia che amiamo (il nostro STATO!)... Signor ministro... possiamo tornare a chiamare le istituzioni per quello che sono?

30 aprile 2006

Giuseppe Fioroni all'Istruzione

Giuseppe Fioroni è il nuovo ministro dell'istruzione.
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si divide in due. L'Istruzione va a Giuseppe Fioroni (Margherita) e l'Università a Fabio Mussi (Democratici di sinistra).

17 marzo 2006

Le carezze: un privilegio riservato ai cani

Agli educatori veri non basta la maschera della professionalità.
Nel lavoro ci mettono, prima di tutto, il cuore.
Nell'intervento su retescuole.net di Andrea Bagni ho letto lo strazio che produce la rinuncia ai semplici segni d'affetto.
Ripenso agli scritti di Leo Buscaglia, noto pedagogista statunitense: ai giovani che si preparano a diventare educatori raccomanda di non avere paura di dimostrare Amore.
Invece, nella nostra pervertita società, questa sola stupenda parola fa persino paura.

Quando riconosciamo in classe i segni dello strazio: giovanissime anime lacerate dalle più terribili prove delle famiglie e della società....
Tratteniamoci!
L'ipocrisia si è fatta legge.
Le carezze sono ormai diventate un privilegio per gli animali da compagnia.

Rimangono solo le parole ed un sorriso:
TI PRENDEREI PER MANO, SE POTESSI !

21 febbraio 2006

ADOTTIAMO INFORMATICA

Stiamo avvicinandoci al momento della scelta dei libri di testo.
Sono in gioco interessi economici rilevanti.
OK: siamo in gioco anche noi.
Quello che propongo è esattamente l'opposto della miope ed inconcludente scelta di una opposizione ottusa al cambiamento.

ADOTTIAMO IL TESTO DI INFORMATICA !!!

Non è difficile.
Tutte le case editrici propongono sistematicamente questa opportunità, integrandola espressamente con i testi di tecnologia.
Ma pensa un po'... Le case editrici ci danno già come certa quella che potrebbe sembrare una speranza per docenti di TECNOLOGIA.
Del resto non si tratta nemmeno di una novità: informatica è nella programmazione di EDUCAZIONE TECNICA da circa un ventennio.
I più vecchi, autorevoli e storici testi di EDUCAZIONE TECENICA, trattavano di INFORMATICA quando ancora nelle aziente si usavano le schede perforate.
I docenti di tecnologia ora alla soglia della pensione sono proprio coloro che portarono i primi microcomputer nella scuola italiana.
Naturale quindi associare le competenze informatiche al tradizionale ambito dell'educazione tecnica / tecnologia.

Adottare il testo di informatica non significa necessariamente che inseriremo questa disciplina nelle due ore di tecnologia.
Su questo non possono esistere equivoci. La normativa è chiara: le due ore sono di TECNOLOGIA.
Adottare il testo di informatica significa semplicemente che intendiamo rivendicare questa disciplina come apparentemente all'area tecnologica.

La logica conseguenza è che i dirigenti scolastici saranno posti nella condizione di domandarsi chi la insegna e quando.
Le colleghe ed i colleghi che si sentono pronti, si riprendano quanto è di buon senso, diritto e professionalità.

Cominciamo dall'adozione del testo.

Voglio proprio vedere chi può opporsi e come!
lo sviluppo successivo risulterà quasi automatico:

1) "Abbiamo deliberato l'adozione del testo di informatica integrato nel quadro dell’area tecnologica"

2) "Ciò comporta la necessaria delibera del corrispondente quadro orario".

Mai però mettere un piede prima dell'altro.
Intanto procediamo all'adozione senza scontrarci con nessuno.
Un'adozione non si nega a nessuno, o no?
Zitti zitti, lisci, tranquilli e sereni... proviamo a prenderci attrezzo in più da far pesare quando il Collegio Docenti dovrà deliberare in modo l'articolazione oraria del prossimo anno scolastico.

A settembre arriveremo con il nostro testo di informatica, regolarmente deliberato, sotto braccio.
VOGLIO PROPRIO VEDERE SE QUALCUNO VUOLE PROVARE A SFILARCELO.

Ultima ma non trascurabile osservazione.
Gli editori, intesi come lobby di interessi economici e persino culturali, saranno interessati a dare voce e forza a chi li appoggia nelle scelte di politica commerciale.
Se vogliamo essere adottati non dobbiamo fare altro che adottare.

Se gli editori capiscono che diamo conforto ai loro investimenti, che li valorizziamo... un bel peso a nostro favore piomba sulla bilancia delle decisioni del MIUR.

Non aspettiamo di vedere cosa succede:
ADOTTIAMO INFORMATICA !