19 maggio 2011

La scelta di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti

Lo so che i blog italiani sono inondati di questo medesimo contenuto.
Si tratta di un editoriale per "L'UNITÀ" del primo marzo 2011.
Comunistoni eh! :-) ;-)
Tuttavia ciò che ha scritto Jovanotti è troppo bello, grande e forte per non cedere al desiderio di condividerlo con il maggior numero di persone.
Jovanotti ama sua figlia alla follia e le ha dedicato la splendida canzone del video qui sotto.
Per questo ha scelto per lei la scuola migliore: quella pubblica.
Non quella "aperta al pubblico" come i pubblici esercizi commerciali, ma proprio quella dello STATO ITALIANO, insomma la NOSTRA scuola.






Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. È nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.
Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.

Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ? Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.

Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli?  Perché usare un termine come "inculcare"? È una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.

La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano...

La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. È una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali.

È una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata.

In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri.

Lorenzo Cherubini
in arte Jovanotti


LE ADESIONI DELLA POLITICA

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29 aprile 2011

Sicurezza e rispetto in strada

Scarica da questo link il file PDF per stampare qualche biglietto utile per ricordare agli automobilisti che le piste ciclabili non sono aree di parcheggio per automezzi.

SICUREZZA E RISPETTO IN STRADA
Forse non te ne sei accorto oppure non lo sai, ma questa corsia delimitata da strisce gialle è una pista ciclabile.
Per favore, lasciala libera.
Certamente hai un motivo importantissimo per sostare qui e sicuramente è per pochi minuti.
In tal caso, la prossima volta, parcheggia un metro più a sinistra, sulla carreggiata riservata alle automobili.
Certamente i tuoi colleghi automobilisti ti riserveranno la massima comprensione e solidarietà.
I ciclisti te ne saranno sinceramente riconoscenti.

Un cittadino ciclista

29 marzo 2011

La Scuola delle Mamme

La Scuola delle Mamme

Ho vissuto il tempo di una scuola pubblica in cui i deboli, gli stranieri e i diversi erano considerati secondo quanto previsto nella nostra Costituzione della Repubblica:
«È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …»
Sono orgoglioso di avere servito lo Stato in questa Scuola.
Per ottenere le tutele finora assicurate dalla scuola pubblica dello Stato, non poche famiglie si sono viste costrette a ricorrere al tribunale. Il risultato è che
centinaia di sentenze condannano i tagli della Gelmini
Ma con la riduzione delle risorse bisogna fare i conti.
Le scuole pubbliche statali li stanno purtroppo facendo.
Per mantenere il servizio minimo garantito, è necessario rinunciare ai “progetti”.
Negli ultimi anni di servizio ho insegnato nella scuola media Mario Bettinzoli di Brescia.
Tra i molti progetti che si sviluppavano in questa istituzione, un motivo di grande soddisfazione era “La Scuola della Mamme”. Vedi qui: Il giorno in cui nella mia scuola vidi per la prima volta scritto "ingresso donne".
La scuola delle mamme insegnava la lingua e la cultura italiana alle giovani immigrate.
Per tenere aperta una scuola anche alla sera dopo le ore 18, bisogna pagare un bidello e un insegnante.
Una sana regola prevede che i lavoratori vengano pagati. Dovrebbe essere normale no?
Sfortunatamente la riduzione delle risorse non consente ora di fare fronte a queste necessità.
Le mamme volevano continuare a imparare…
Mi sono stupito quando ho visto una folta delegazione di donne, elegantemente vestite con sgargianti abiti lunghi, entrare nel Centro pastorale di Santa Maria in Silva. Cercavano un posto. L'hanno trovato: aula numero 4.
Il mantello di quella Donna col capo velato, come il loro, che vedo raffigurata nella chiesa di questa parrocchia di frontiera, è steso in segno di accoglienza e protezione.
Pregano in modo diverso, ma anche per loro la scuola continua.
Però, lo scrivo con dolore, l’Italia aveva qui un dovere da adempiere.
Un Centro Pastorale non può riscattare uno Stato.
Povera scuola pubblica, di tutti e di ciascuno!
Quanti anni ci vorranno per ricostruire ciò che è stato tanto rapidamente distrutto?

16 marzo 2011

Possiamo scegliere: non lasciarti imbrogliare

Non so quanto sono pagati e da chi gli individui che imperversano sui media la cui proprietà è riferibile a interessi che coincidono con la costruzione delle nuove centrali nucleari.
Accanto a questi professionisti della disinformazione siedono i cosiddetti esperti, dipendenti dalle imprese e dalle agenzie destinate a ricavare diretto profitto da una possibile sciagurata adesione dell'Italia alla scelta nucleare.
Il tormentone che stanno fabbricando è: «Non abbiamo scelta».
A forza di ripeterlo la gente potrebbe cominciare a crederlo.
INVECE NO: SONO BUGIE.
Ci vadano loro, visto che sono tanto convinti che il nucleare è sicuro, a chiudere nel sarcofago la centrale di Fukushima, invece di quei poveri innocenti, viventi ancora per poco, che vediamo disperatamente operare intorno alla fornace atomica.
La scelta nucleare significherebbe per l’Italia un risparmio reale sul consumo totale nazionale del 4,5% a fronte di un costo di 30 miliardi di euro

Dunque la costruzione di nuove centrali darebbe un contributo insignificante al momento in cui sarebbero operative (2020-2030!). A quel punto è ragionevole che risulterebbero persino già tecnologicamente superate.

Per essere più precisi, la produzione di energia elettrica attraverso la tecnologia termonucleare è già superata. Il rapporto costi benefici è oggettivamente svantaggioso anche in assenza di qualsiasi incidente.
Il nucleare è vecchio, costoso e sporco, tralasciandone la pericolosità.

Ritengo che chi ancora ne sostiene la necessità sia sciocco oppure in malafede.
Affermare che in tutte le nazioni avanzate si produce energia con le centrali nucleari significa implicitamente ammettere che questa tecnologia è superata.
Infatti proprio queste nazioni non stanno costruendo centrali nuove e nemmeno completano quelle già in costruzione: semplicemente conducono a "termine ciclo" quelle già in funzione, costruite molti anni fa ed ormai vecchie.
La realtà dei fatti è che l'energia atomica NON CONVIENE economicamente, a prescindere dai rischi che comporta (fonte: Dipartimento dell'Energia Usa).

Sono un tecnico e l'insegnamento della tecnologia è stato il mio lavoro per quasi quarant'anni, pertanto non mi ritengo totalmente sprovveduto sulla questione.
Il cielo sa quanti schemi di centrali nucleari ho fatto eseguire ai miei allievi!
Ammetto di avere persino considerato in passato che l’energia nucleare poteva essere una soluzione praticabile.
Oggi no.
Anche solo considerando l’aspetto economico, il nucleare è più costoso dell’energia prodotta dal sole (Fonti: Corriere e New York Times) e dipende da tecnologie e materie prime che dovremmo acquistare all’estero.

Qui puoi leggere come si smontano facilmente le menzogne che ci stanno raccontando

Mi sono reso conto che le centrali nucleari non sono solamente causa di tumore ma sono di per sé IL TUMORE.
Mi spiego. La pericolosità di una centrale nucleare non si spegne disattivandola, come ha dimostrato il disastro di Fukushima.
A centrale spenta il materiale fissile rimane ad una temperatura ed un grado di attività che comporta la prosecuzione della reazione atomica. Dunque è una bomba in attività permanente che non può essere mai disinnescata, ma solo temporaneamente tenuta in situazione di contenimento.
Per mantenerla sotto controllo è necessario proseguire senza interruzione il raffreddamento.
Per mantenere il raffreddamento possono essere predisposti tripli e quadrupli sistemi di pompe, che comunque richiedono un consumo idrico straordinario.
Ad esempio in Francia il raffreddamento delle centrali elettriche nel 2006 ha assorbito 19,1 miliardi di m3 d'acqua dolce, cioè il 57% dei prelievi totali d'acqua del paese (fonte: wikipedia.org ); una parte di quest'acqua, il 93%, viene restituita ai fiumi, mentre la quota consumata (cioè utilizzata in torri evaporative) ed emessa in atmosfera rappresenta il 22% (1,3 miliardi di m3) di tutta l'acqua consumata in Francia.

Il problema è che lo spazio fisico destinato al raffreddamento del nocciolo è UNO SOLO: se sorgono problemi si va incontro alla fusione, non ci sono rimedi.
Dunque è per questo che affermo che il "nucleare È il tumore". Un nocciolo radioattivo di centrale può essere messo in stand by esattamente come un tumore. Come il tumore non è mai sconfitto: è sempre pronto a ripartire se si abbassa la guardia. Non è come spegnere il fornello e chiudere il gas: la morte è sempre lì, pronta a scatenarsi.
Il ricatto degli avidi pronti a barattare la nostra vita per il loro immediato guadagno economico è una falsità: POSSIAMO SCEGLIERE.
Possiamo scegliere energie pulite, possiamo perfino scegliere di cambiare modello di sviluppo.
Un mondo in cui sia più importante il rispetto per la vita, in cui sia considerato prioritario "essere" piuttosto che "consumare".
Ci vuole coraggio.

l’appuntamento è il 12 e il 13 giugno
Diciamo SI alla vita. Vota e fai votare SI.

[Clicca qui per votare questo articolo]



Qui di seguito puoi seguire una vera e propria lezione universitaria di un luminare della fisica italiana: Prof. Luigi Sertorio, docente di Ecofisica all'Università di Torino. Egli ha lavorato 15 anni a Los Alamos negli USA (gli altri due italiani che hanno avuto il medesimo incarico di consulenza si chiamano Fermi e Rubia) e presso il dipartimento Ambiente della NATO in Europa.
Avvertimento: il video è lungo e richiede un'attenzione prolungata, tuttavia è una straordinaria fonte di informazioni di prima mano, purtroppo presso che sconosciuta.

12 marzo 2011

Te lo dò io il nucleare sicuro!

La prima pagina corriere.it di oggi 12 marzo 2011, alle ore 9, non aveva titoli sull'emergenza nucleare giapponese. Mi sembrava incredibile.
Allora sono andato a cercare alle fonti in tempo reale ed ho letto questa notizia, ora già superata.
Radiazioni 1000 volte superiori al consentito. Evacuate 20mila persone.
Questa stessa mattina il quotidiano "Il Messaggero" di proprietà Caltagirone (quelli che devono costruire le centrali nucleari in Italia) titolava imprudentemente ed impudentemente: "TEST SUPERATO ! NUCLEARE SICURO, È LA PROVA DEL NOVE" di Oscar Giannino.
La sitazione è in evoluzione.
Al momento in cui scrivo la fascia di sgombero è stata estesa da 3 a 10 Km di raggio. Le persone sgomberate sono passate a 45mila.
Al corriere.it si si sono forse resi conto che non si può tacere su una catastrofe nucleare e così ci aggiorna che si è deciso lo sgombero «in previsione di una fuoriscita controllata di vapore radioattivo per far diminuire la pressione interna».
Il che significa: casomai la facciamo esplodere LENTAMENTE.

P.S.:
Folgorato da una grande idea politica:
"Più tumori per tutti !"
Mi metto subito a disegnare il logo del partito.

20 febbraio 2011

Tanti colori, tanti sapori, tanti ritmi e suoni: questa è la gioia

A dire che siamo tutti uguali non ci vuole molto.
È crederlo e viverlo davvero che è difficile, che poi difficile non è neanche il termine adatto.
È faticoso, ma non difficile.
È impegnativo, ma non impossibile.
Vengo da anni di scuola e di progetti di collaborazione in cui mi sono sentita più diversa per il modo di pensare che per il colore della pelle.
E ho sempre pensato che fosse la cosa giusta.
Ed alla fine è la cosa giusta, perché non porta odio ma ha sempre portato cose come dialogo, confronto e scambio.
Dico solo che, a parte il solito moralismo che la gente espone sui muri delle case bianche e intonacate, ci vorrebbe anche concretezza in ciò che viene detto, spiegato a grandi e piccoli e rivendicato come nostro diritto.
Ecco, solo questo; perché qui, almeno in queste vie, ogni tanto manca, manca troppo.
Ci ho pensato un sacco a quelle due ragazze, e mi hanno fatto stare bene nel tempo della lettura di due paragrafi.
Ho fatto anche io un'esperienza del genere in un CAG, e non posso negare di ricordare quanto sia stata bellissima.
Perché si impara di più da persone di mondi diversi che da un mondo di persone uguali.

Nuvola           [Commento al post precedente]

18 febbraio 2011

I granelli si muovono, ma alla fine sono le montagne che cambiano posto

L’acqua ed il vento accarezzano le rocce: minuscoli granelli di sabbia, terra e roccia osano l’avventura per andare lontano.
È così che invalicabili contrafforti di pietra diventano fertili pianure.

Ancora una volta a mettere in moto il cambiamento sono le donne.
Le società si trasformano e si evolvono quando si aprono nuove opportunità e si crea innovazione, progresso e libertà. Questo cammino non si realizza per automatica magia, ma è sempre frutto di qualcuno che ha iniziato rischiando.
Così c’è sempre chi inizia percorsi nuovi. "La prima volta" è spesso privilegio, sfida e sacrificio femminile.

Il Centro Pastorale di Santa Maria in Silva, a Brescia, è un posto che mi piace. Ci ho trovato la medesima gioia multicolore della mia scuola di frontiera: un posto dove nasce per fusione una nuova Italia.
Quattro pomeriggi alla settimana si tiene "FuoriClasse": un progetto nato nel quadro di un’azione educativa, sostenuta dal Comune di Brescia, che coinvolge diversi oratòri di Brescia e che si chiama SPACEBOOK.
Decine di bambini e adolescenti trovano un posto per studiare e fare i compiti con l’assistenza e la guida di una quindicina di volontari, anche giovanissimi, che si danno il turno. Tre aule traboccanti di costruttiva confusione: porte aperte, gioia e tanta voglia di stare insieme. Non so dire quanti sono i popoli e le religioni rappresentate.

Quando cominciò questa avventura mi si riempì il cuore di gioia nell’accogliere due gioielli di ragazze di fede mussulmana. Fu allora che per spiegare cosa era un oratorio, dissi che era la casa dei fratelli e delle sorelle. A partire da quei primi giorni, il passaparola corse tra le scuole e così oggi le tre aule sembrano ormai troppo strette.

Ma non è questo il prodigio di integrazione, rispetto e collaborazione che voglio raccontare.
È accaduto un fatto nuovo. Due sponde si sono toccate perché donne coraggiose hanno steso la mano.

Oggi sono arrivate due ragazze col velo.
Non come utenti, sarebbe un fatto banale.
Sono venute per portare aiuto come volontarie!
Si sono unite nel segno del medesimo amore e con l’identica volontà di dono.
Siamo dalla stessa parte per davvero, finalmente! Senza distinzione di credo per aiutare chi è nel bisogno.
Queste ragazze non sono venute a titolo individuale ma parteciperanno al progetto educativo come espressione della comunità mussulmana di Brescia.
Hanno detto:«riferiremo ciò che abbiamo ascoltato e visto» … e i loro occhi brillavano e le labbra sorridevano.
Ora so che le pietre usate per erigere muri non potranno eternamente resistere a chi torna pazientemente a smontarli per costruire ponti.

Grazie a voi, ragazze di "la prima volta che…"

15 febbraio 2011

Donne nel fango, donne incatenate: sordido spettacolo televisivo

Zappingando, capito su "Isola dei Famosi 8" (14 febbraio 2011) e vedo donne discinte che si buttano a capofitto dentro a bidoni di fango a pescare sassolini per fame.
La prova si chiama "macchina del fango". Trovo molto pertinente la denominazione.
Infatti chiamarla "Quanto siete disposte ad umiliarvi immergendovi nella melma per ottenere un futile vantaggio?" sarebbe stato troppo lungo come titolo.
Il direttore generale della RAI Mauro Masi telefona in trasmissione per dire che gli piace. Questa mattina scopro che, a seguire nella medesima trasmissione, due donne incatenate hanno divertito il pubblico mettendo le mani in uno scatolone di rettili. Questo dopo le manifestazioni rosa di domenica febbraio 2011.

Credo che umiliare il fascino femminile sia estremamente stupido, regressivo, diseducativo e socialmente nocivo.
Anche il nudo può essere rappresentato in modo sublime: lo apprezzerei.
Ma che l'umiliazione della donna sia ridotta a sordido spettacolo circense, sacrificio pagano al dio denaro... ad opera di un pubblico servizio per cui sono COSTRETTO a pagare un canone, lo trovo assolutamente rivoltante.