16 febbraio 2014

IL TEST DEL MANUALE DELLA MAMMA.


Sei abbastanza tosta per essere una Mamma?
No? Allora puoi essere un Papà ;-)
Stavo passeggiando con mia figlia di quattro anni. Improvvisamente lei afferrò qualcosa da terra e se lo portò alla bocca. Glielo tolsi subito dalle mani, dicendo che non doveva fare cose del genere.

“Perché?” mi chiese ingenuamente.
 “Perché era a terra: non sai da dove viene, è sporco e probabilmente pieno di germi”.
 

A questo punto mia figlia mi gratificò di uno sguardo traboccante di ammirazione e chiese “Mamma, come fai a sapere tutte queste cose? Sei veramente intelligente!”.

Pensai rapidamente a cosa potevo rispondere e dissi: “Tutte le mamme lo sanno: è scritto nei Test del Manuale della Mamma. Devi impararlo bene, altrimenti non ti lasceranno diventare una Mamma”.

Mia figlia camminò in silenzio ancora per qualche minuto: era evidente che stava meditando su questa nuova informazione. “Ho capito!” proruppe raggiante, “Così, se non passi il Test, ti tocca essere Papà”. “Esattamente”, confermai sorridendo soddisfatta.

Libera traduzione da un post FB di una mamma americana by Gabriele Chiesa (Creative Commons BY 4.0)

09 febbraio 2014

Rapporti di affetto/amore tra minori ed adulti

Il telegiornale racconta che Save the Children ha commissionato a Ipsos un’indagine da cui risulta che il 38% (di adulti) ritiene accettabili i rapporti sessuali minori-adulti.

Dal Corriere della Sera:
Sesso con minori, per 1 italiano su 3 “accettabile”. Indagine choc di Save the Children"

Il fenomeno è in sé preoccupante, prescindendo da percentuali sbandierate a vanvera.
I media "ci vanno a nozze" ogni  volta che una notizia o una ricerca statistica si presta a fare grossi titoli scandalistici. Ho cercato di capire quali erano state le domande effettivamente poste al campione di intervistati ed il senso di alcuni dati. Il questionario, da quello che ho capito, è centrato sull'attività svolta sul web e nelle comunità in rete.

Considerando i dati rilevati, ho iniziato a pormi qualche domanda..
Personalmente pratico la regola di non richiedere mai l'amicizia, per esempio in FaceBook. Se mi viene richiesta da chi non conosco, mando un messaggio privato chiedendo "ci conosciamo?" e decido secondo la risposta. Frequentemente in passato è accaduto che mi venisse richiesta l'amicizia da parte di minori con cui avevo relazioni come insegnante. Ancora oggi mi accade per via dei corsi che tengo. Talvolta mi viene richiesta l'amicizia FaceBook da amici di questi minori perché sono interessati a determinati contenuti come per esempio la tecnica fotografica.
Cosi accade che nei miei contatti ci siano addirittura (!) minori che non conosco direttamente, come accade certamente a sacerdoti esemplari.

Mi domando, per esempio, se è opportuno per un catechista adulto accettare certe richieste di amicizia virtuali. Occupandomi di fotografia, ho strumenti per verificare oggettivamente la minore età di chi segue i miei corsi e chiede di avere un contatto virtuale?

Eppure il questionario sembra, ma posso sbagliarmi, fare di molte e diverse erbe un unico fascio. Insomma potrei essere inconsapevolmente finito pure io tra i reprobi.
Di certo dovrei concludere che ho amicizie poco raccomandabili.
Anzi che in tanti casi nemmeno ne ho la consapevolezza, dal momento che identità ed età sono un fatto che sul web resta decisamente opinabile.

Ripeto, la questione è scottante e il fenomeno preoccupante, ma prima è bene leggersi bene da dove sono state estrapolate le conclusioni ed esercitare il dubbio che argomenti così importanti non possono trovare affrettate conclusioni semplicistiche, anche se scandalosamente ghiotte per chi è sempre in cerca di mostri da sbattere in prima pagina.

Ne approfitto per raccontare qui il mio disagio ogni volta che un minore, con uno slancio di affetto mi butta le braccia al collo e magari pure mi bacia (udite, udite! anche in oratorio!).
In decenni di professione di insegnante ho imparato ad irrigidirmi sull’attenti.
Così da chi è più grandicello/a  mi becco un “profe, che fa?”
Dovrei  rispondere: “cerco di evitare una denuncia”.

A mio modesto parere l’indagine Ipsos, affianca ambiguamente i rapporti di affetto tra minori ed adulti e i rapporti sessuali tra i medesimi.
In una delle voci del questionario impiega  l’espressione “intrattenere un rapporto di affetto/di amore”.
Non ritengo che un atteggiamento del genere debba essere sempre ed automaticamente considerato come inammissibile.
Ci sono carezze e carezze.

A chi torna comodo condannare i giusti, fare confusione ha sempre fatto comodo.
Un bel titolone scandalizzato in prima pagina non si nega mai ai mostri, specialmente se ciò serve ai veri mostri che seminano fame e morte.

Le armi di distrazione di massa si vendono sempre bene.

Qui il documento di sintesi sulla ricerca Ipsos:

http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/Ufficio%20Stampa/Safer%20Internet%20Day%20-%20Interazioni%20sessuali%20adulti-minori%20a%20partire%20da%20Internet.pdf

26 novembre 2013

Test Tablet Meep! Xplore Oregon in prova

Questo Natale 2013 ho deciso di regalare ai miei nipotini un tablet Meep! Xplore Oregon che ritengo un prodotto tecnologico destinato ai bambini ed agli adolescenti che potrebbe essere in grado di soddisfare le esigenze dei nativi digitali fino alle soglie della scuola superiore.

Tablet Meep! Xplore Oregon con gli accessori Batteria e Piano

Ho acquistato insieme anche gli accessori Piano e Batteria perché guardando le illustrazioni sulle confezioni mi ero immaginato che potessero funzionare autonomamente come strumenti musicali per divertirsi a strimpellare, pur se in modo molto molto semplice.

Mi sono presto reso conto che il modello di tablet (Xplore) da me acquistato è in commercio dal 2012 ed è stata superata dal nuovo MEEP! X2 del 2013. Ciò comporta qualche svantaggio.

Accedendo a varie voci dei menù di gioco compariva il messaggio di “tempo scaduto” e non era possibile procedere. Cercando sul web mi sono accorto che questo problema si produce a causa del "vecchio" firmware (il software che fa funzionare il tablet).

Per aggiornarlo è indispensabile collegarsi ad una rete Wi-Fi, per esempio quella domestica che si usa normalmente per il computer di casa. Se il tablet non lo fa automaticamente è necessario seguire i menù:
Impostazioni > Wi-Fi > Scansione > Aggiungi Rete
… e seguire le istruzioni.
Una volta impostati correttamente i parametri richiesti, il tablet si auto-aggiorna.
Qualora ciò non avvenisse, si seguono i menù
Applicazioni > MeepOTA > Seguire le istruzioni se è disponibile un aggiornamento firmware.

Noto che l’ultimo aggiornamento firmaware del modello Meep! Xplore disponibile al momento in cui scrivo è la Versione 2.1.3 (10029).
L’ultimo aggiornamento firmware del modello Meep! X2 disponibile al momento in cui scrivo è invece la Versione 3.0.3.
È possibile verificare la versione installata dal menù “Aiuto”.
Francamente non voglio credere che la differenza del numero di versione in corso costituisca l’indizio del fatto che il “vecchio” Xplore possa non godere in futuro del necessario supporto firmware.

Per evitare di aprire il regalo e trovarmi nella situazione di gestire le aspettative di gioco dei nipoti con un dispositivo sconosciuto ed ancora non operativo, ho deciso di documentarmi e sperimentare per tempo. Volevo giocarci anch’io? Si ;-)

Così mi sono preso il tempo di testare i dispositivi Meep! Xplore, Battera e Piano. Questo articolo è il risultato di questa “prova su strada” e mi auguro possa rivelarsi interessante ed utile.

Dopo l’ultimo aggiornamento firmware il tablet Meep! Xplore ha risolto problemi di installazione e sparizione dei giochi che avevo precedentemente osservato.
Un po’ lento all’avvio, ma ciò è normale ed accettabile per il necessario caricamento del sistema operativo (Android) ed accesso alla rete.

L’interfaccia di amministrazione per l’adulto che sorveglia l’impiego del dispositivo da parte dei minori è ben fatta, flessibile e chiara.
Risulta possibile amministrare anche da remoto (computer o tablet collegato al web) e tenere traccia dell’impiego che viene fatto del dispositivo.
Le autorizzazioni ed i controlli sono completi ed attenti all’uso che un minore può fare di questa risorsa.
L’amministrazione per il tutor parentale è su:
https://portal.meeptablet.com/beta/login.html
Altre risorse sono disponibili su:
http://www.meeptablet.com/it/

Meep! accetta le normali schede di memoria SD nello slot che si trova sul fianco sinistro.
In questo modo è possibile caricare album fotografici, musica e video.
I video AVI, per quanto mi risulta, non vengono però tutti riconosciuti (forse per incompatibilità dei ‘codec’) e possono non comparire nell'elenco dei filmati.
Basta però rinominare il file AVI cambiandone l'estensione (ultimi tre caratteri dopo il punto) in MP3. A questo punto il video risulterà disponibile e sarà possibile vedere anche interi film per bambini, eventualmente utilizzando l'uscita HDMI per inviare il segnale al televisore con il massimo della qualità.

Le confezioni degli accessori contengono un cartellino con i codici che servono per attivare il download dei giochi gratuiti associati a ciascuno di essi (Piano e Batteria nel mio caso).
Si accede sul tablet al menù del negozio Meep! In alto a sinistra si inserisce il codice corrispondente al “buono”.
I giochi vengono scaricati ed installati automaticamente e potranno essere in seguito gestiti dal menù “Le mie apps”.
Batteria e Piano sono realizzati su materiale flessibile e possono dunque essere ripiegati e riposti con facilità.
Diversi giochi possono essere scaricati gratuitamente.
I giochi a pagamento possono essere scaricati anche usando “monete” che il tutor regala all’account dell’utilizzatore del tablet. Ovviamente questo accredito virtuale è a pagamento.
Ma veniamo alle note dolenti…

L’accessorio tastiera-piano, per ciò che mi risulta, funziona in modo ristretto all'ottava centrale in alcuni giochi , come in “”Harmony Memory”, in quanto non pare previsto il suo funzionamento integrale come strumento da suonare, ma solo come interfaccia di gioco.

"Piano Tutor" è interamente espresso con ideogrammi orientali e quindi risulta impossibile per me capire come funziona. Ho provato a disinstallare e reinstallare, il risultato non cambia (Giapponese? Cinese? Klingon?).

Piano Tutor in caratteri incomprensibili e per me ingestibile

In "My Musical Pet" la tastiera-piano sembrerebbe dover funzionare interamente, ma va adoperata per giocare col cagnolino, per cui suonarla mentre l’animale abbaia può risultare frustrante per chi volesse tentare di usarla per divertirsi con l’esecuzione di qualche semplice musichetta.

Inoltre nella mia tastiera risultano inattivi e non funzionanti 10 tasti dell’ottava più alta.
L’accessorio batteria ha, a mio modesto parere, un po’ di ritardo e scarsa sensibilità di risposta alla percussione. Anche in questo caso, mi risulta che il dispositivo non possa essere usato autonomamente come strumento per divertirsi, creando liberamente suoni, ma solo all’interno dei giochi espressamente previsti per l’accessorio.
Mi risulta che nel set dei tre giochi associate all’accessorio, solo “Bang It! Bop It!” produca suoni di batteria, ma solo eseguendo la serie di percussioni prevista dal gioco. Sbagliare a me sembra veramente facile anche al livello “Easy”. Forse un adolescente sarà più bravo di me ;-).

Negli altri due giochi la batteria non suona come batteria, ma viene utilizzata solo come accessorio da percuotere. In “River Drum Rower” serve per remare (!). In “BunnyBop” bacchette e batteria servono per picchiare in testa gli animaletti, con risultati educativi a mio parere piuttosto discutibili.

In conclusione, per quanto mi riguarda, a parte il malfunzionamento della tastiera, e quello soggettivamente rilevato della batteria, sono talmente deluso che riconfezionerò debitamente i prodotti e proverò a renderli al negoziante. Terrò solo il tablet.

Ho contattato il supporto assistenza, a cui si può accedere anche attraverso la pagina FaceBook: https://www.facebook.com/MeepTabletItalia?fref=ts

Rispondono sempre, cercando di risolvere i problemi che si presentano, quando necessario anche sostituendo i prodotti in garanzia non funzionanti. Prendo atto della cortesia formale dell’assistenza.
Ho constatato piena disponibilità a risolvere positivamente i problemi funzionali che ho rilevato (10 tasti che non funzionano nel piano), ma anche e soprattutto mi pare di poter osservare che non riesco ad intravedere facili e rapide soluzioni per i problemi di carattere strutturale.

La mia personale valutazione conclusiva è che il tablet Meep! Xplore Oregon può costituire una valida risorsa di gioco educativo, non priva però di qualche “problema di gioventù” che mi auguro possa essere superato.

17 febbraio 2013

Si intensifica la pulizia etnica nella Terra di Gesù. Scacciati Mussulmani e Cristiani

[foto d'archivio, non riconducibile nello specifico a tale pratica israeliana]
20.000 bambini separati dalle famiglie nella Gerusalemme occupata.

Israele nega ai bambini il diritto di vivere nella città santa, se uno dei genitori non è residente.

Ramallah: La Commissione Islamico Cristiana per il Supporto di Gerusalemme occupata ha accusato Israele di separare 20.000 bambini palestinesi dalle loro famiglie, negando loro il permesso di vivere con le loro famiglie a Gerusalemme Est occupata.


Parlando a 'Gulf News', Hanna Eisa, che è a capo della Commissione, ha detto che nel negare ai bambini palestinesi il diritto di vivere con le loro famiglie, Israele è impegnata in un chiaro atto di pulizia etnica della città santa.
"A quei ragazzi è stato negato anche il diritto di ottenere la residenza permanente per unirsi alle loro famiglie nella città santa", ha detto.
Eisa ha detto che i figli dei residenti della città santa hanno la residenza permanente in città, ma nel caso in cui uno dei genitori non sia stato un residente di lungo periodo della città, al genitore ed ai bambini viene negato il diritto di ottenere la residenza e la carta d'identità. Israele occupò Gerusalemme Est nella guerra del 1967 e successivamente l'ha annessa come sua "capitale eterna" in una mossa che è stata respinta dalla comunità internazionale.
Ai residenti palestinesi della Gerusalemme occupata vengono dati speciali documenti di identità emessi da Israele che sono diversi da quelli dei palestinesi della Cisgiordania. "Migliaia di uomini e donne di Gerusalemme [occupata], sono sposati con cittadini della West Bank, e questi genitori si trovano di fronte a una miriade di problemi nel tentare di vivere con i loro figli nella città santa", ha detto.
"I governi israeliani hanno tolto ai bambini il loro diritto di vivere con i genitori a Gerusalemme [occupata] e, in molti casi, questo ha costretto i genitori a trasferirsi in Cisgiordania per ottenere il ricongiungimento familiare", ha aggiunto. "Questo è il vero obiettivo di Israele - costringere le famiglie palestinesi fuori dalla città santa", ha detto. "Israele è chiaramente impegnato nell'attuazione di una strategia sistematica basata sul fare di Gerusalemme [occupata] una città ebraica e sta cercando di svuotarla dei suoi abitanti originari palestinesi", ha detto.
Eisa ha avvertito un forte calo della popolazione palestinese nella città di Gerusalemme occupata, incluse le sue parti est e ovest. "L'attuale popolazione della città di Gerusalemme [occupata] è un milione di persone delle quali solo un quarto è palestinese", ha detto. "Israele impone condizioni rigorose e fasciste ai palestinesi residenti per consentire loro di preservare le loro carte d'identità e il diritto di vivere nella città santa."
Se un residente palestinese di Gerusalemme occupata non vive a casa sua per tre anni e non paga la tassa di proprietà israeliana conosciuta come 'Arnona', avrà revocata la sua carta d'identità. Eisa ha messo in guardia per il crescente numero di carte d'identità dei residenti palestinesi di Gerusalemme Est occupata revocate.
"Un totale di 4.577 carte d'identità sono state revocate dal ministero dell'Interno israeliano l'anno scorso, 2012," ha detto. Eisa ha detto che le tasse elevate imposte ai residenti palestinesi hanno costretto un gran numero di loro a trasferirsi nelle città della West Bank. "Nell'anno 2000, c'erano 10.982 residenti palestinesi cristiani nella parte occupata di Gerusalemme.
Ora, solo 5.000 di loro rimangono nella parte occupata di Gerusalemme dopo che più della metà degli abitanti cristiani si è trasferita in altre città della Cisgiordania o è immigrata fuori dalla Palestina, per risparmiarsi le tasse insopportabili israeliane, imposte ai residenti arabi della città santa", ha detto. "Israele impone un'immigrazione volontaria sui residenti cristiani della città santa", ha detto.
"Israele non vuole il cristianesimo al centro della lotta tra l'ebraismo e l'Islam", ha sottolineato. Eisa ha avvertito che le pratiche israeliane a Gerusalemme occupata non coincidono con il diritto internazionale, che vieta alle forze di occupazione di espellere i residenti originari dalle loro aree e quartieri. Israele, d'altra parte, dà ai coloni ebrei il diritto di vivere dove vogliono nella città santa, senza alcun tipo di restrizioni e senza le imposizioni fiscali che esercita sui palestinesi.
 Fonte (Eng):
http://gulfnews.com/news/region/palestinian-territories/20-000-children-separated-from-families-in-occupied-jerusalem-1.1141926
Traduzione a cura di RESTIAMO UMANI
© https://www.facebook.com/pages/RESTIAMO-UMANI/167044623348856

16 ottobre 2012

Orario di palcoscenico



Insegnare significa salire sul palcoscenico davanti a un pubblico pronto a fare gazzarra.
Trasferire concetti e conoscenze, formare competenze, è un lavoro che funziona come uno spettacolo in cui l’attore deve agire con arte e fantasia con una preparazione che ogni volta va rinnovata con lo studio e l’aggiornamento.
Il pubblico dell’insegnante è presente per obbligo e quasi mai per scelta di passione personale.
Nessun attore di teatro è in grado di recitare  ogni giorno per quattro ore, a meno che non si risparmi adeguatamente allungando ritmi, limitando impegno, passione, fiato.
Questo è quello che ora chiede il governo agli insegnanti, imponendo un tempo di insegnamento molto superiore alla media dell’orario di servizio in vigore nel resto dell’Europa, dove peraltro i docenti vengono remunerati in misura superiore.
Un operaio può passare ore a infilare viti negli appositi fori ed a girare cacciaviti e chiavi serrabulloni.
Un insegnante non trova fori predisposti per infilarci concetti.
Non è la stessa cosa.
Quando insegnavo, dopo tre ore di stress, paragonabili secondo me a un combattimento alla guida di un caccia a reazione, ero distrutto.
Poi andavo ad aiutare mio papà in laboratorio, a riparare sci, e per sei ore "mi riposavo".
Credo che quasi nessuno, tra i lavoratori abituati a lavorare in ufficio o in fabbrica otto ore, sia in grado di reggere impunemente 4 ore di insegnamento in prima persona.
In conclusione, le ore non sono tutte eguali.

19 maggio 2012

Parola d'insegnante!

Voglio condividere le parole di impegno e di coraggio di una insegnante.

Hanno ucciso una studentessa , volevano evidentemente avere altre giovani vite sacrificate. Hanno pensato che fosse facile e di innescare sfiducia e scoramento. Ma noi dopodomani torniamo a scuola, e quando parleremo ai nostri alunni di civiltà, umanità, valori e di tutto il resto, forse finalmente ci ascolteranno e cominceranno a pensare che non stiamo raccontando di cose dell'altro mondo. Hanno colpito e ucciso una vita di 16 anni, ma spero abbiano colpito e svegliato la testa di tutti i suoi compagni d'Italia.
Io spero solo che questo attentato si riveli una potentissima arma a doppio taglio, che si ritorca loro addosso tutto! Che succeda che i ragazzi soffrano, capiscano e ricordino per sempre. Che rimanga il dolore sulla loro pelle, che si scuotano e piangano davvero, che lo stupore per tanta malvagità li aiuti ad uscire dal loro torpore e dall'apatia che tutto accetta.
m.p.c.

25 febbraio 2012

Tasse IMU: equità significa che gli oratori sono uguali agli ipermercati?

La vicenda del pagamento delle tasse per le superfici di proprietà della Chiesa sembra giunta ad un punto di svolta. Vorrei mettere al centro della riflessione il termine “equità”. In quest’ottica, tutti possiamo concordare che è giusto e doveroso che, come contemplato dall’art. 53 della Costituzione  «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva»
la contribuzione è dunque in relazione al profitto. La chiesa, come altre organizzazioni è NO PROFIT e dunque dovrebbe essere soggetta, appunto per equità, ad un particolare regime di esenzione fiscale. L'emendamento attualmente proposto prevede l’esenzione solo nel caso di impegno "esclusivamente non commerciale". Ben diversa sarebbe la situazione se non fosse prevista esenzione qualora lo spazio commerciale fosse PREVALENTE. Considero con preoccupazione tutti gli spazi di servizio di un oratorio: cortili, campi di gioco, biblioteche, aule di studio e per assemblee. Se ho ben compreso, basterebbe dunque la presenza di un semplice bancone in cui si vendono patatine per  rende commerciale tutta la superficie.
Gli oratori hanno superfici enormi perché sono destinate ad attività di interesse sociale. Nel mio oratorio il bancone è nello stesso ambiente in cui si svolgono faste e animazioni per bambini e conferenze sul territorio (ambiente, politica, beni comuni)... Dunque una superficie enorme rispetto al volume di commercio caramellesco-infantile, La sproporzione con gli spazi commerciali autentici è enorme.
Gli oratori sono tradizionalmente al servizio di tutta la comunità, generalmente non solo quella cristiana, di un territorio. Enormi spazi di gioco, assistenza, animazione, intervento sociale, educativo, civile suppliscono alle manchevolezze di uno stato che non riesce a dare attuazione a diritti costituzionali. Che un grande oratorio con il bancone per le patatine e le caramelle gommolose debba pagare le tasse come se fosse un gigantesco centro commerciale non mi sta bene. Non mi sta bene per nulla.
Equità non significa che un grande centro commerciale equivale a un centro di aggregazione e servizio umano e civile. I centri commerciali con bar operano per il profitto privato. Gli oratori sono no profit. punto.
Va innanzi tutto sfatata la fantasticheria che il bar dell'oratorio le tasse non le paghi. Forse è uno dei pochi posti in Italia dove lo scontrino viene regolarmente rilasciato.
L’aspra contesa sull’esenzione dal pagamento della tassa IMU sulle superfici di proprietà degli Enti religiosi è forse un elemento di odio indotto. Negli ultimi anni, in Italia e non solo, i governi hanno malignamente sfruttato la politica del “tutti contro tutti” per distogliere la gente dalle proprie infamie.
Volta per volta la colpa è degli operai scansafatiche, dei dipendenti pubblici lazzaroni, dei lavoratori autonomi, degli insegnanti, dei giornalisti, dei giudici, dei medici, dei notai, degli immigrati, dei preti, dei pensionati…   Se il gioco al massacro di mettere tutti contro tutti continua in questo modo, bisognerà smettere di vendere stringhe di liquirizia e ghiaccioli negli oratori, ma non sarà un passo avanti per nessuno.
Consideriamo infine la posizione di presunto privilegio concorrenziale concesso a strutture in esenzione fiscale. Gli oratori non sono locali aperti al pubblico in strada. Chi va al bar dell'oratorio deve ENTRARE in una struttura. Proprio come si fa per andare al bar di un istituto scolastico. Dunque la concorrenza con il bar accanto non la vedo proprio.
Nel mio oratorio entrano mussulmani, atei, confuciani, ebrei, animisti, protestanti, valdesi, buddisti...persino i cristiani!  :-)  ;-) . Credo che Gesù sorrida quando vede un bimbo nero, uno giallo ed uno bianco che si spartiscono le patatine davanti al bancone dell’oratorio.
Sì, lo ammetto, questa è concorrenza sleale. In oratorio siamo molto sleali con tutto il resto del mondo in cui il profitto funziona solo per godimento egoistico.
Ahhh...   il nostro bar distribuisce gratuitamente panini alla nutella e "spuma" a tutti i bambini del doposcuola pomeridiano, senza riguardo per stirpe, lingua, colore e religione.
I bar del resto della città non lo fanno.

Un momento di GRATUITA festa condivisa all'oratorio.
Carnevale della comunità: in questa foto sono rappresentate otto diverse stirpi di fratelli e sorelle.
Nessuno è in posa: negli oratori abbiamo la gioia di poter RESTARE UMANI.
Ciò non è operare per il profitto e dunque a questo sforzo di volontariato no profit, come ad altre realtà che operano gratuitamente per il bene di tutti e di ciascuno, va riconosciuto un regime fiscale diverso da quello a cui è giusto siano soggetti le vere realtà commerciali.

All'oratorio, scontrino regolare anche su banchetto volante! Quanti operatori commerciali sono altrettanto corretti? Per questo banchetto provvisorio, allestito solo per Carnevale, allora si dovrebbe pagare IMU su tutta la superficie dei cortili dell'oratorio? Lo trovo assurdo.

24 ottobre 2011

Evento 11.11.11 : unisciti per unire nella pace il mondo.



Grazie al TUO aiuto, questo 11.11.11 uniremo il Pianeta in pace ed armonia.
Puoi partecipare seguendo queste semplici istruzioni.
1) pensa ad almeno 11 persone che sono state o sono importanti nella tua vita, persone che ti stanno a cuore e che hanno a cuore il nostro Pianeta.
2) (opzionale) fai sapere a queste persone quanto sono importanti per te (dillo di persona, per telefono, email, web…)
3) invita queste persone a partecipare a questo 11.11.11, primo giorno dedicato alla pace ed all’armonia nel mondo.
4) per partecipare a questo 11.11.11 devi semplicemente fare ciò che ti piace ed appassiona, ciò che ti dà gioia e pace, comunicando questa pace alle persone intorno a te.
5) puoi promuovere l’evento su FaceBook
http://www.facebook.com/The11.11.11Event
6) Conferma la partecipazione all’evento qui:
http://www.facebook.com/event.php?eid=254855627876503
e invita le persone che ami (punto 1)
L’obiettivo è di raggiungere almeno 111.111.111 persone che sappiano comunicare felicità e pace in questo giorno.
Possiamo farlo?
Condividi questo messaggio su tutti i social network.
Grazie per l'aiuto che dai a unire il mondo nella pace e nella gioia, nella tolleranza e nell'armonia.

It is Time. It is time for Change. Time to Unite.