28 dicembre 2008

Difficoltà di comprensione

Leggo e rileggo gli schemi di regolamento approvati dal Consiglio dei Ministri il 18 dicembre 2008, nell'ultima versione attualmente disponibile, quella inviata alle organizzazioni sindacali ed a quelle professionali del mondo della scuola...

Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola

Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione

(fonte SNALS... non certo "comunista")

Che i media insistano ad affermare che la solenne potatura all'offerta formativa delle scuole inizierà dal prossimo anno scolastico, lasciando intendere che coinvolgerà le classi prime e poi, a scorrere, tutte le classi successive... lo posso anche comprendere.
... ma che pure i sindacati (eccetto FLC... e gli altri?*) non si siano resi conto di cosa effettivamente comporta la nuova normativa non riesco proprio a capirlo.

A chiare lettere... carta canta, come si suol dire...
Per la scuola elementare leggo che le compresenze sono finite SUBITO ed in TUTTE le classi elementari.
Per la scuola media leggo che il nuovo quadro orario è quello indicato dal regolamento, PUNTO E BASTA, senza proroghe. Non leggo da nessuna parte "a partire dalla classe prima per l'a.s. 2009-2010".

Se sono in errore... ALLORA DITELO (dimostratelo!)
Commenti, sfoghi e invettive su www.educazionetecnica.it

* N.B.: Che nessuno si offenda :-) ;-)
Quando finalmente sui siti web ufficiali dei maggiori sindacati compariranno contributi di analisi approfonditi sull'impatto che le disposizioni previste dai "Regolamenti" stanno per avere sin dal prossimo anno scolastico su TUTTE le classi della scuola di base... sarà mia premura aggiornare i quattro lettori di questo blog.
Preciso che personalmente NON sono iscritto FLC - CGIL.

23 dicembre 2008

Perché perdere tempo con la purga a gocce quando un potente clistere risolve tutto?

... ovvero: da "la scuola cambia volto" a "ti cambio i connotati!".

La prima drammatica analisi dei regolamenti attuativi della "riforma Gelmini" (vedi post precedente) che mi ero permesso di prospettare viene confermata da un autorevole parere sindacale .

Da una prima, veloce lettura rileviamo un chiarimento rispetto al modello di tempo pieno che, si dice al comma 4 dell'articolo 4, è senza compresenze, dalla prima all'ultima classe della scuola primaria.

Ciò in assenza di una espressa dichiarazione di gradualità nell'entrata in vigore della nuova struttura delle cattedre per la scuola media (secondaria di primo grado). Temo che non si tratti di una mera dimenticanza. I regolamenti si limitano semplicemente ad imporre da subito un quadro di riferimento per le assegnazioni delle risorse, in termini di docenti e cattedre. Non è nemmeno necessario stabilire entro quanti anni le scuole inizieranno a soffrire di asma didattico: saranno i fatti ad imporre immediatamente scadenze e tagli.



Approfondimenti e forum discussioni su: www.educazionetecnica.it

19 dicembre 2008

Regolamenti applicativi della "riforma Gelmini"

Oggi 19 dicembre 2008 sul sito web del Ministero dell'Istruzione si vedono ancora solo gli spot pubblicitari (sliedeshow e volantini).

In mancanza di informazioni istituzionali chiare e complete, sembra utile considerare i pochi documenti che circolano un forma ufficiosa.

A questo punto, i riferimenti che permettono di capire cosa sta accadendo alla scuola italiana sono due:


Se si mettono da parte gli spot ufficiali e si cerca di capire "cosa ci sta dentro"...
Le preoccupazioni diventano sode come mattoni.

Approfondimenti e dibattiti su www.educazionetecnica.it

18 dicembre 2008

Trionfale annuncio: meno scuola per tutti!

Giovedì 18 dicembre 2008, il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti per la riorganizzazione delle scuole per l’infanzia, elementari, medie e superiori.

Spiace constatare che il sito web ufficiale del ministero si limiti ad annunciare con toni trionfalistici gli strepitosi doni natalizi di questo intervento normativo, nato nelle segrete stanze senza un serio confronto con il mondo della scuola.

"Per la prima volta in Italia dopo la Riforma Gentile del 1923, si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli...
La riforma porta a sistema le migliori sperimentazioni attuate negli anni e lo fa in una visione di insieme e non con interventi su parti singole scollegate dal resto, come spesso accaduto in passato.
I principi che ispirano la riforma sono: più chiarezza e opportunità per le famiglie, più efficienza, semplificazione e snellimento dell’organizzazione e delle procedure, valorizzazione del ruolo dei docenti. "

Sul sito web del ministero, i volantini pubblicitari (presentazioni diapositive e foglietto promozionale in stile offerta supermercato) suppliscono alla mancata disponibilità dei documenti ufficiali.

Chi si vuole accontentare trova su questo sito web qualche concreta informazione sulla nuova struttura oraria della scuola di base (si veda il precedente post).

Un portale WEB di servizio, per la promozione della cultura tecnologica e della professionalità degli insegnanti di EDUCAZIONE TECNICA /TECNOLOGIA, è stato creato su:

www.educazionetecnica.it

17 dicembre 2008

Nuovi quadri orario per la scuola secondaria di primo grado (scuola media)

La bozza di regolamento sottoposto alla conferenza unificata Stato Regioni chiarisce il nuovo quadro degli orari e delle materie per la scuola secondaria di primo grado (scuola media).
Fonte: ScuolaOggi
Schema di regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ”.

Scuola Secondaria di Primo Grado a pag. 6-8.

Tecnologia: 2 ore secche nel tempo normale.
L'ora di informatica può forse rivivere nel tempo prolungato.

Ecco i punti salienti per l'insegnamento di TECNOLOGIA (EDUCAZIONE TECNICA)...

Articolo 5

3. Con apposito decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, avente natura non regolamentare, si procede alla definizione delle classi di concorso e di abilitazione secondo criteri di flessibilità nell’utilizzo del personale anche al fine di facilitarne l’impiego.
.....

4. Le classi a “tempo prolungato” sono autorizzate nei limiti della dotazione organica assegnata a ciascuna provincia e tenendo conto delle esigenze formative globalmente accertate, per un orario settimanale di insegnamenti e attività da un minimo di 36 ore ad un massimo di 40 ore. Le classi a “tempo prolungato” si attivano su richiesta delle famiglie e nel limite del numero dei posti attivati complessivamente per l’anno scolastico 2008/2009. Ulteriori incrementi di posti per le stesse finalità sono attivati, in sede di definizione degli organici, sulla base di economie realizzate.

5. Le classi funzionanti a “tempo prolungato” sono ricondotte all’orario normale in mancanza di servizi e strutture idonei a consentire lo svolgimento obbligatorio di attività in fasce orarie pomeridiane e nella impossibilità di garantire il funzionamento di un corso intero a tempo prolungato.

6. Il quadro orario settimanale delle discipline e le classi di concorso per gli insegnamenti della scuola secondaria di I grado, definiti tenendo conto dei nuovi piani di studio, è così determinato, fatto salvo quanto previsto dall’art. 4, comma 2, del D.P.R. 275 del 1999:
.... Tecnologia 2 [ore] ....

9. Il quadro orario settimanale delle discipline per gli insegnamenti della scuola secondaria di I grado a tempo prolungato è così determinato fatto salvo quanto previsto dall’art. 4, comma 2, del D.P.R. 275 del 1999:

...... Tecnologia 2 [ore] ....


Approfondimenti, aggiornamenti e discussionI sui forum sanno sviluppati sul sito web di supporto professionale per gli insegnanti di EDUCAZIONE TECNICA / TECNOLOGIA:

WWW.EDUCAZIONETECNICA.IT

12 dicembre 2008

Non è cambiato nulla

Le tronfie dichiarazioni di certa sinistra mi lasciano stupefatto.
Veltroni dichiara (Fonte:ASCA - Roma, 11 dic) "Vedo che il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro".
Sui siti web politicamente schierati per una forte tutela e la valorizzazione della scuola pubblica, in opposizione alla riforma Gelmini, l'umore e le interpretazioni sono ben diversi.
Juri scrive su Retescuole:
"Tutti i giornali e i tg dicono (o scrivono) che il maestro unico sarà solo su richiesta delle famiglie!
Ho per caso fumato o bevuto?
Ho letto dei documenti diversi dai loro?"

Per chiarirsi le idee basterebbe leggere l'intervista al ministro Gelmini su www.lastampa.it di oggi 12 dicembre.

Intanto sembra che il 18 dicembre, in Consiglio dei Ministri, verranno adottate importanti misure di attuazione per proseguire la prevista azione di rinnovamento e generosa potatura del sistema scolastico.

Forse non a tutti è chiara la differenza tra un semplice rinvio per motivi tecnici ed un autentico cambiamento di progetto.

26 novembre 2008

Bozze dei quadri orari

Serpeggiano sottobanco le bozze dei quadri orari dei licei e degli istituti tecnici.
Come già accadde per i fondamenti didattici dei programmi e delle materie umiliate dalla riforma Moratti, anche questa volta tutto viene deciso da non-si-sa-chi, non-si-sa-dove, non-si-sa-come.
Per la ex "scuola media", ora scuola secondaria di primo grado... ancora non trapela nulla.
Fotocopie "galeotte" disponibili qui (a fondo articolo, documenti in formato PDF).

23 novembre 2008

Agli asini

Asino


L'Asino non è il Bullo,
non è neanche
la vittima del bullo.
L'asino è quello che guarda,
quello che sa e non parla,
che sa e non interviene.
Quello che può fare la differenza
e non la fa.
Non fare l'Asino.


Grazie a Marco Careddu
www.insertosatirico.com

19 novembre 2008

Nuove opportunità di lavoro per precari, laureandi in Scienze della Formazione ecc...

Segnalo la geniale iniziativa del gruppo dei docenti precari di Napoli, che auspica che la proposta possa essere ampiamente condivisa.

Domenica 23 novembre a Napoli, in piazza Vittoria, i docenti precari hanno deciso di manifestare trasformandosi in precari lavavetri.
Tutti in strada col kit del precario lavavetri: secchio, spazzola lavavetri, maglietta con la scritta: "precario = docente usa e getta".
In cambio della pulizia dei vetri delle auto, verrà chiesto agli automobilisti ed ai passanti di ritirare un volantino informativo che illustra le ragioni della protesta.
Saranno inotre allestiti punti di informazione con la presenza di docenti precari e non precari, per spiegare gli effetti della riforma Gelmini-Tremonti su tutti i giovani che avevano investito anni di studio e impegno, risorse economiche ... in un futuro di lavoro nel mondo della scuola.

22 ottobre 2008

Ce n'est qu'un début

pensavano di averci trasformato tutti in aspiranti vallette e tronisti
Non è che l’inizio. Questo è lo slogan che campeggia da giorni in testa ai cortei di protesta contro la “deforma” della scuola.

Lo scrivo con un sentimento di rammarico e sconforto impotente.

Il mondo della scuola ha lottato in questi ultimi anni per una riforma vera della scuola italiana: condivisa, efficace, innovativa, solidale…
Dai primi interventi legislativi avviati dal ministro Moratti, ci siamo battuti per farci ascoltare, affinché le disposizioni non risultassero imposte rigidamente dall’alto.
La scelta di fondo della politica scolastica è invece rimasta perfettamente definita dalle parole del Marchese del Grillo: «Mi dispiace, ma io so' io, e voi nun siete un cazzo!».
L’attenzione ai bisogni ed alle richieste delle famiglie, degli insegnanti, di tutti i livelli di utenza della scuola, si è rivelata meno di un mero atto formale da sbrigare come un fastidio. Fantasmi di consultazione risolti con frettolosa superficialità, talvolta senza nemmeno la preoccupazione di mostrare una parvenza di credibilità: spesso semplici conferenze stampa con proiezioni di slide.

In questo momento storico vengono a sovrapporsi elementi di terribile instabilità e potenzialmente esplosiva.

Siamo alle soglie di un drammatico periodo di crisi economica dalle imprevedibili implicazioni sociali. La diseguaglianza tra benestanti e poveri cresce: siamo al sesto posto mondiale secondo il rapporto dell'Ocse 'Growing Unequal'. Con tutta probabilità ci attende una ulteriore riduzione del potere di acquisto mentre cresce il prezzo di tutti i generi primari di consumo e si estende il pericolo di una drammatica perdita di posti di lavoro.
La legislazione sul lavoro precario, applicata troppo spesso con interpretazioni che definire larghe e flessibili appare quanto meno eufemistico, accanto ad una situazione economica estremamente critica ha determinato la fine del tradizionali meccanismi di compensazione dei conflitti che un autorevole sistema sindacale avrebbe potuto gestire.

Una riforma del sistema di elezione e rappresentanza democratica ho prodotto la scomparsa dal parlamento di componenti politiche ancora molto rilevanti. Non è la parte politica in cui personalmente mi riconosco ma la penso come Voltaire: “Non condivido le tue idee ma sono pronto a morire perché tu possa esprimerle”. Quando si tappa la bocca a qualcuno, la pronuncia della parola “democrazia” comincia a sembrare goffa.

Ora il governo accusa l’opposizione di servirsi della scuola come pretesto di destabilizzazione politica.

Ebbene, questa miccia non l’abbiamo accesa noi.
Quello che ora chiede il mondo della scuola è, né più né meno, di spegnerla.

Non accadrà.
Tutti se ne rendono conto.

Se chi ha responsabilità di governo sceglie di rafforzare gli elementi che producono criticità mentre in parlamento si opera per decretazione d’urgenza, i media di comunicazione risultano limitati nell’azione dal sistema di proprietà e controllo… la miccia arriverà inesorabilmente troppo vicino al detonatore.
Proclamare che le manifestazioni popolari non servono e dichiarare che “Non permetteremo che vengano occupate scuole e università...” e “... convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine” non mi sembra precisamente il modo di gettare acqua sul fuoco.

Nel quadro attuale, il senso di questo blog… dedicato alla questione della tecnologia nella scuola di base, perde rilevanza e persino senso. Non importa più, in questo momento, se le ore di tecnologia nella scuola media saranno 3, 2 o nessuna.

Ora va in gioco il lavoro di centinaia di migliaia di famiglie, la formazione ed il futuro stesso delle giovani generazioni.

I problemi da risolvere sono grandi e complicati: nessun genere di violenza potrà aiutare a risolverli.

Maledetto il primo che la userà.
Maledetto e dannato chi la condurrà, raccogliendone lo sventurato bagaglio di dolore e di morte.

19 ottobre 2008

La più amata dagli Italiani

Premetto, ancora una volta, che non ho nulla di personale contro il ministro Gelmini...
Resta invece molto da dire sulla limpidezza di una politica scolastica fondata sugli slogan ed i facili proclami.
Pochi Italiani se ne ricordano oggi, ma chi ha letto ed ascoltato... sa quanto dolore e rovina ha portato alla nostra nazione l'affidarsi a chi se ne servì con larghezza.

Non sono propriamente sfacciate bugie, quelle che i media ci propinano:
sono solo mezze verità, dunque pericolosi inganni.

Per smontare slogan e facili proclami ci vuole tempo, logica e prove.
Proprio su questa vigliacca sfida asimmetrica, conta chi preferisce barare in politica.

Prendiamo l'aumento del 50% per tempo prolungato.
Provo ad essere sintetico: è come l'offerta abbonamento dei servizi di telefonia...
Il primo periodo è una luna di miele.
La stangata arriva dopo, quando non puoi più tirarti indietro.
Il 50% in più arriva da un'operazione che genera "esubero" di personale per il primo anno... a scalare per i successivi due.
Creare esubero di disponibilità in termini di risorse umane è semplice: basta ridurre le ore di tempo scuola in tutti gli ordini di istruzione.
Si blocca ogni immissione di linfa umana nuova...
Entro tre anni gli esuberi si esauriscono perché nella scuola i vecchietti come me sono la stragrande maggioranza (pensionamenti, dimissioni, tumori...).
Alla fine della cura dimagrante il 50% di servizio in più si sarà volatilizzato, lasciando un livello di servizio di istruzione pubblica perfettamente allineato al luminoso esempio americano.

Per concludere con un sorriso (amaro eh!)... ecco come le corbellerie vengono proposte senza nemmeno il dubbio di cadere nel ridicolo:

Ascoltate bene... "La più amata dagli Italiani".

Con ostentato disprezzo del senso del ridicolo...
Il modello di comunicazione presenta singolari involontarie (o no?) analogie con gli stilemi dei filmini dell'Istituto LUCE.




Troppo bello! :-) ;-) :->
Secondo me non tiene la cottura e lo tolgono.
Quanto meno bloccano i commenti...
Capirai: la più amata dagli Italiani!

16 ottobre 2008

Lavagna multimediale LIM

Per gentile concessione di Roberto Mangosi (http://enteroclisma.blogspot.com/).

Lavagna multimediale

Vedere anche il precedente post sul comprificio e sulla scuola da mungere: tagli ai poveri, soldi ai ricchi

07 ottobre 2008

Scuola e Decreto legge n. 137: la Camera approva

La Camera ha votato la fiducia al Governo sul decreto legge Gelmini in materia di scuola. I sì sono stati 321, 255 i voti contrari. Due gli astenuti.

Risparmio a carico delle famiglie di migliaia di docenti che si troveranno a doversi inventare nuovi modi per tirare a campare.
Risparmio di ore-scuola per gli allievi che potranno dedicare un tempo maggiore ai più edificanti passatempi di strada o di casa.

Dice la Gelmini: "un riposizionamento delle risorse, grazie anche al ministro Brunetta, sull'innovazione tecnologica, per la quale sono stati stanziati 43 milioni in tre anni per dare più servizi alle famiglie, dalle pagelle on line alla prenotazione telematica dei colloqui con i docenti alla formazione on line degli insegnanti".

Lo dicevo io: dallo stipendificio allo spendificio: diecimila complicate e costose lavagne LIM....
Pagelle on line e prenotazione telematica dei colloqui con i docenti.

Le famiglie povere (la maggioranza nella mia scuola) non aspettavano altro.
Forse avrebbero preferito un'opportunità in più per tenere bimbi e adolescenti lontano dalla strada e in un ambiente protetto di crescita e formazione, ma la Gelmini si è dimenticata di chiedere cosa preferivano.

04 ottobre 2008

Valutazione disciplinare a colpi di maggioranza: gli asini vanno in nomination ma poi vota il pubblico


Era ancora il 29 agosto 2008, quando segnalavo una delle più curiose corbellerie contenute nel decreto legge n. 137 poi pubblicato il 01 settembre 2008: la bocciatura nella scuola di base con una sola insufficienza.

Per un po', autorevoli fonti ministeriali hanno insistito nel risibile tentativo di convincere che le parole «3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline. » ... significavano altra cosa da quanto poteva sembrare.

A fronte dell'interpretazione che si poteva ricavare con ragionevole certezza consultando un comune dizionario, il ministro ha dovuto prendere atto dell'evidenza ed è così nato il “MAXIEMENDAMENTO”, una sorta di kit di rappezzamento che contiene rammendi di varia natura e qualità.

Mi limito alla stretta questione della bocciatura con una sola insufficienza nella scuola ex-media...
Ecco la modifica che si prospetta:
«Al comma 3, dopo la parola: ottenuto aggiungere le seguenti: , con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe,»

Copio e incollo... ecco cosa viene fuori:
« 3.Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.»

Cosa cambia rispetto a quanto accadeva in questi ultimi decenni?

Finora un asino si prendeva i suoi “non sufficiente” e poi: AMMESSO ALLA CLASSE SUCCESSIVA, quando il Consiglio di Classe, magari dopo ore di sofferte discussioni interne, ne decretava la promozione.

Così come la “pezza” dispone ora, se capisco qualcosa di scuola, il Consiglio di Classe va a pronunciarsi a maggioranza sulla valutazione delle singole materie che risultano insufficienti.

Mica bau bau micio micio! :-) ;-)

Faccio fatica ad immaginarmelo, ma dovrò abituarmi a riunioni in cui una maggioranza stabilisce la valutazione prevaricando la professionalità disciplinare di altri colleghi.

Matematica 4? Mettici un 6!
Inglese 4? Mettici un 6!
Italiano 5? Mettici un 6!
... religione, educazione fisica, artistica, tecnologia... che a colpi di maggioranza FANNO VOTO DI VALUTAZIONE là dove finora contavano solo per promuovere, mantenendo ferma la valutazione disciplinare effettiva.

Mi sembra che questa pezza abbia già un'asola ben orlata di ragguardevoli dimensioni.

Scuola da mungere: tagli ai poveri, soldi ai ricchi

Entro novembre le scuole italiane dovrebbero ricevere 10mila lavagne interattive multimediali (Lim).
Se ne sentiva proprio il bisogno.
Certamente chi legge queste righe avrà potuto ascoltare il grido di dolore dei docenti che rivendicano come urgente ed indispensabile l'acquisizione di questo costoso, raffinato, complesso, delicato strumento dall'impiego complicato.
Troppo difficile da usare?
Nessun problema! Per spiegare a cosa serve come usarlo si investiranno ingenti risorse in termini di studio e programmazione... sono previsti percorsi di formazione organizzati dall’Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (ex INDIRE), destinati a 24mila docenti di tutte le discipline.
Si parte dalle scuole medie per un investimento, ha spiegato il ministro Gelmini, di 20 milioni di euro cui se ne aggiungeranno altri 10.
Un investimento di 30 milioni: richiesto da docenti?
Invito i miei quattro lettori ad indovinare.

La sfida enigminstica mi appassiona al punto che propongo queste semplici domande:
1) Chi fabbrica la LIM (lavagna interattiva multimediale) e chi la importa?
2) Quante ditte la producono?
3) Chi ha vinto l'appalto da decine di milioni di euro e con quali modalità?

Chi indovina vince il diritto di scrivere a Milena Gabanelli, RAI Report

03 ottobre 2008

Profezie del secolo scorso

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche,a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".

Brano del discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950.

Qui il testo integrale Pubblicato in Scuola democratica, periodico di battaglia per una nuova scuola, Roma, iv, suppl. al n. 2 del 20 marzo 1950, pp. 1-5

29 settembre 2008

Sacrificio ed olocausto

Quando tutto si dissolve nel fumo della semplificazione dei luoghi comuni, ogni cosa è destinata a perdere senso.
Credo che questo sia il momento dell'olocausto delle idee e dei valori sull'altare di un miope risparmio destinato a strangolare ogni opportunità di autentico sviluppo economico.

Se diventiamo tutti più poveri la miseria si propagherà inevitabilmente come un pericoloso virus.
Già gli effetti di questa nefasta politica cominciano a manifestarsi nella loro drammatica evidenza.

Il superamento della grande crisi del 1929 fu possibile proprio grazie ad un coraggioso aumento delle spese e degli investimenti... ma le teorie di Keynes non sembrano incontrare oggi il gradimento dell'alta finanza.

Eccoci dunque alla ricetta miracolosa con cui si pretende di salvare il mondo occidentale: più miseria per tutti!
... beh... per TUTTI proprio no.
Diciamo per chi già è predisposto ed abituato.

Non credo proprio che le altre categorie di lavoratori siano in condizioni migliori.
Io mi limito ad osservare la situazione del settore che conosco.
In una decina d'anni il potere di acquisto del salario degli insegnanti si è ridotto del 20%.

La preoccupazione di stare economicamente bene non rientra nelle priorità dei miei valori.
Visto però che quando si parla di istruzione, il tema dominante è diventato quello del presunto risparmio immediato, vorrei sommessamente ricordare che il lavoro del docente è sensibilmente e progressivamente divenuto più oneroso e frustrante, a fronte di un deciso taglio del reddito.

Ora ho la consolazione di constatare che anche il Presidente della Repubblica, durante l'inaugurazione dell'anno scolastico al Quirinale dichiara: «Inevitabile il contenimento della spesa: no a contrapposizioni pericolose. Non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente. Serve rinnovamento»
ed anche...
«Nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo ed esso comporta, inutile negarlo, un contenimento della spesa per la scuola».

La mia idea è molto semplice: abbiamo già dato!

Quando i beneficiati della politica accetteranno una riduzione del potere di acquisto dei loro emolumenti paragonabile a quella subita dai comuni lavoratori di tutte le categorie, allora sarà forse meno vergognoso parlare di ulteriori sacrifici.

26 settembre 2008

Il futuro dell'educazione tecnica

Un primo tentativo di interpretazione dello Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione può dare qualche indicazione sul futuro della disciplina "TECNOLOGIA" nella scuola secondaria di primo grado.

Forse è opportuno stendere un velo pietoso sulle premesse, che vanno da un «Il nostro sistema d’istruzione sta vivendo da anni una preoccupante crisi...» al «Un bilancio deludente che pone una seria ipoteca sul futuro dei nostri giovani...»
La ricetta per superare questa crisi è ormai nota nelle sue linee generali.

L'idea è quella di restringere qui l'attenzione sul futuro di quella che un tempo si chiamava “EDUCAZIONE TECNICA” e di provare a prospettare qualche ipotesi sui possibili sviluppi.

Ecco alcune citazioni essenziali
....
« ...le Indicazioni nazionali relative alla scuola dell’infanzia e alle scuole del primo ciclo di istruzione, di cui agli allegati A, B e C al decreto legislativo 18 febbraio 2004, n. 59, saranno opportunamente armonizzate .... con l’obiettivo di pervenire ad una stesura unitaria e semplificata. I relativi piani di studio, le discipline e i carichi orario saranno contestualmente riesaminati ed “essenzializzati”.»
....
« L’orario obbligatorio delle lezioni per la scuola secondaria di I grado è definito, in via ordinaria, nella misura di 29 ore settimanali (rispetto alle 32 attuali) con conseguente adattamento del quadro orario previsto dall’allegato C al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59.»
....
« Saranno determinate entro il mese di dicembre le classi di abilitazione ai sensi dell’art. 14 del decreto legislativo 59/2004 e la conseguente composizione delle cattedre, riconsiderando quelle attuali al fine di superare l’esistente frammentazione degli insegnamenti, privilegiando quelli di base e aggregazioni umanistico letterarie, scientifico tecnologiche e linguistiche.»
....
« Si provvederà ad accorpare le classi di concorso con una comune matrice culturale e professionale, ai fini di una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti. Tale misura risulta funzionale al processo di essenzializzazione dei curricoli previsto dal piano, nonché alla revisione dei quadri orario delle discipline d’insegnamento.»
....
« Saranno attivati corsi di riconversione professionale per i docenti, facenti parte delle classi di concorso in esubero, nonché corsi relativi ad altre tipologie di docenti, ai fini dell’inserimento in classi di concorso più ampie.»



Conclusione
Provando a leggere, interpretare e scommettere, si potrebbe ricavare che...
Tecnologia come materia autonoma scomparirà. Probabilmente risulterà ridotto il suo peso nel quadro quadro complessivo dell'organizzazione oraria dell'insegnamento nella scuola secondaria di primo grado.
L'area scientifico-tecnologica è destinata ad inglobare specificità finora valorizzate in modo autonomo.
Verrà istituita una nuova classe di abilitazione.
I docenti in esubero seguiranno corsi di riconversione.

25 settembre 2008

Il macello prossimo venturo

Grazie a Roberto Mangosi per la gentile concessione - clicca qui per il suo sito web Prosegue senza ripensamenti l'iter del decreto legge n.137/08. La VII commissione della Camera ha apportato alcune lievi modifiche che confermano l'impianto generale.

Osservo con stupore che non è stata presa alcuna misura per porre rimedio ad un paragrafo in grado di produrre conseguenze devastanti nelle scuola secondaria di primo grado.
Art.3, comma 3:
«Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline

Per costringere l'Italia intera a riflettere sull'incompetenza e l'improvvisazione di chi sta ora distruggendo la scuola pubblica del nostro Paese non sarà necessario scioperare, basterà lasciare libero corso agli interventi normativi voluti dal ministro Gelmini.

Nella scuola secondaria di primo grado si torna ad un meccanismo di selezione estremamente rigido, tale da non essere nemmeno paragonabile a quello in vigore mezzo secolo fa, quando ancora c'era l'opportunità di salvezza offerta dall'esame di riparazione.

Sulla drammatica pericolosità del "pensiero semplificato" che caratterizza l'attuale governo, mi permetto di raccomandare la lettura dell'articolo di Michele Serra su La Repubblica di mercoledì 24 settembre 2008 - pag. 1
Un pezzo da stampare e conservare per farne memoria storica.

24 settembre 2008

Uan is meglio che tù!

Forse qualcuno ricorda la pubblicità di una nota marca di gelato.
Un giovine che ritengo molto saggio ed avveduto, sosteneva che "tù gustis is meglio che one".
Fino dalla più tenera età sono rimasto nella salda convinzione che due palline (di gelato!) sono meglio che una sola.

Nel corso del Dibattito in Commissione Cultura della Camera sulla questione del maestro unico, la ministra Gelmini ha detto: "Non bisogna fare allarmismi, è vero che nella scuola primaria verrà eliminata la compresenza ma ciò non comporterà un impoverimento del servizio e anzi garantirà un miglioramento di esso" e ha immediatamente aggiunto che "le compresenze verranno eliminate gradualmente per tutte le classi".

Fonte:
LA TECNICA DELLA SCUOLA

Che riducendo le ore di insegnamento ed il numero degli insegnanti si possa risparmiare nell'immediato, posso facilmente capirlo.
Ma che "ciò non comporterà un impoverimento del servizio e anzi garantirà un miglioramento di esso" non riesco proprio ad immaginarmelo.

Per capire a cosa servono le compresenze è utile il video dell'amica MaestraMarina

22 settembre 2008

Scuola del risparmio? Noi regaliamo!

La lotta in difesa della scuola pubblica è una lotta per la tutela di un diritto universale.
Questo concetto deve rimanere ben chiaro.
Gli insegnanti non stanno combattendo per tutelare i propri ristretti interessi di categoria.
È in gioco il futuro della cultura e dell'economia dell'Italia.

L'obiettivo perseguito dall'attuale politica scolastica pare identificarsi con il risparmio ottenuto attraverso la contrazione dell'offerta educativa e formativa.

In queste condizioni, la tradizionale forma di manifestazione di opposizione costituita dallo sciopero sembra restare il solo strumento di protesta efficace ancora disponibile.

Il problema è che con lo sciopero ottengo di fare meno ore di lezione, contribuendo alla riduzione della spesa per la scuola.
Bel risultato. Esattamente il contrario di quello che vorrei.
Una buona idea potrebbe essere quella di accettare tutte le supplenze che posso: così i bambini non vanno distribuiti tra tutte le classi, con i conseguenti benefici per l'attività didattica e per lo sviluppo degli investimenti nell'istruzione... ;-) :->

La mia astensione dal lavoro significa una piccola riduzione delle già ristrette opportunità di Hamid che non è mai entrato in una scuola vera fino alla settimana scorsa, di Ziyi che non capisce perché sorrido, di Adrian che capisce ancora prima di avere ascoltato perché vuole imparare ancora più in fretta.

Non posso scioperare perché mi sento un infermiere in un ospedale da campo.
Non farò sciopero: farò di meglio!

Chi decide ora la politica scolastica ha la forza dei numeri in parlamento e l'appoggio di un consenso popolare testimoniato da ricerche demoscopiche che non capisco, ma di cui devo prendere atto.

Va bene!
Se tanti insegnanti sono superflui, se tante ore a scuola sono inutili, se quello in cui credo è uno spreco... allora è arrivato il tempo di regalare anche i libri.

Il Coordinamento Docenti di Educazione Tecnica lancia la sua sfida: il libro di testo open source.

Per fare capire alla gente che la cultura non è una faccenda in cui il profitto è regola e chiave assoluta, bisogna che ci uniamo tutti.

Professionalità ed esperienze di ciascuno possono diventare un patrimonio da condividere e diffondere: appunti, esercizi, tabelle, schemi... un capitale di risorse didattiche costruito in anni di esperienza didattica sul campo che può essere ora reso disponibile GRATUITAMENTE.

Uno sciopero si dimentica in pochi giorni.
Una rivoluzione nel modo di produrre scuola resta.

Questo stipendificio che rifiuta di trasformarsi in comprificio... può prepararsi a REGALARE!
Un dono di valore per le famiglie, una sorpresina amara per chi è abituato a considerare la scuola come miniera di profitti.

Come funziona?
Voglio veder nascere il libro di testo a schede in rete condivisa, di cultura libera, convergente e solidale.
Disponibile gratuitamente in rete, scaricabile su CD, liberamente riproducibile, stampabile secondo le necessità, le quantità e le sezioni ritenute più utili e produttive.

Chi lo produce?
Liberi coordinamenti dei docenti delle varie discipline, organizzati sul web per fondere materiali ed esperienze: basta che ciascuno riordini quanto prodotto in anni di attività didattica.
Wikipedia ci darà una mano! :-) ;-)
Le risorse possono convergere su un indirizzo email, un semplice sistema di gestione collaborativa dei documenti ed invio files, un forum su un sito web di servizio.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
George Bernard Shaw

Se tu hai uno schema, un appunto, un esercizio, una lezione... allora, tutti insieme, abbiamo un libro di testo.

Chi lo adotta ufficialmente come testo scolastico?
Tutti i docenti che vogliono contribuire ad un'azione che dimostra quanto la cultura possa essere libera ed autogestita, senza essere serva di logiche mercantilistiche e della miope meschinità di chi immagina di poter costruire il domani sul risparmio della semente.

Contro l'immiserimento della scuola italiana, rivendichiamo il nostro ruolo di protagonisti.

Marginalmente si produrranno danni collaterali che colpiranno gli interessi delle case editrici: pazienza! ;-)

Sul sito web del Coordinamento Docenti di Educazione Tecnica
http://www.leonessa.net/educazione_tecnica-tecnologia/

...nelle prossime settimane verranno rese disponibili linee guida, risorse tecniche, forum...

Mi auguro presto di vedere libri open source, gratuiti, creative commons, general public license, free e copyleft.... di tutte le materie, in particolar modo vorrei vedere la reazione dimostrativa delle discipline di cui si annuncia l'amputazione.
Formule, date, dati, idee... non sono copyright.

Possiamo dare vita ad una clamorosa forma di protesta produttiva.
La rete ci ha insegnato che la scuola siamo noi.

20 settembre 2008

Ultimo tentivo di salvataggio ALITALIA

Dopo il fallimento del tentativo affidato a Fantozzi, si affaccia l'ipotesi di un ultimo disperato tentativo affidato a Fracchia.

Voci di una cordata per salvare la scuola.

18 settembre 2008

Arginiamo la fuga dei cervelli!

Ringrazio il grande vignettista satirico Roberto Mangosi per avere concesso a questo blog la possibilità di pubblicare alcuni suoi disegni. Sorridere aiuta a pensare meglio.

Visitate il suo blog.

15 settembre 2008

La scuola non diventi un comprificio

Nel corso dello Scuola D@y promosso da Il Sole 24 ORE, un intervento specifico è stato dedicato a “La tecnologia per la scuola”.

Mi sono meravigliato nel vedere questo tema posto in evidenza proprio nel momento in cui si prepara la cancellazione dell'educazione tecnica nella scuola di base, nel quadro di riduzione dell'offerta formativa in atto.

Diffidenza ben riposta!
L'intervento consiste in una sfacciata forma di pressione rivolta alle famiglie:
Comprate Comprate Comprate!
OCCORRE... è necessario!
Via con la lista della spesa: notebook, abbonamento ADSL, router wireless, stampante multifunzione....

Voglio dichiararlo in modo chiaro.
Educazione, conoscenza, competenze.... in tecnologia ed in informatica, come in molti altri settori della vita umana POSSEDERE COSE, NON SIGNIFICA SAPERLE USARE.
In particolare non mi stanco di spiegare in classe che non serve avere: è necessario padroneggiare.
Qui dove abito, a Brescia, le biblioteche pubbliche offrono un accesso alla rete comodo e gratuito.
La medesima opportunità è offerta da associazioni private ed enti pubblici di varia natura.
Perché pagare ciò che puoi avere gratis?

Gli insegnanti di educazione tecnica sono stati i docenti che hanno portato per primi nelle scuole italiane i computer.
Trent'anni fa abbiamo creato con grande impegno i primi laboratori: Z80, Spectrum, vic20, Commodore64... per poi arrivare ai 286, 386... Abbiamo iniziato stendendo i cavi coassiali con le nostre mani... poi sostituiti dai cavi ethernet... fino alle reti di istituto wireless...
Poi è arrivato finalmente “IL PRIVATO”.
Basta con gli smanettoni: contratto di fornitura d'opera con aziende commerciali esterne.
Tutti sono perfettamente coscienti del livello di trasparenza, moralità ed onestà che troppo spesso comportano i contratti tra istituzioni pubbliche e fornitori privati... non insinuo oltre!

Ora i docenti di tecnologia della scuola media (“scuola secondaria di primo grado”), storicamente impegnati nell'insegnamento dell'informatica, restano in attesa dell'annunciata drastica “cura dimagrante” che qualcuno teme possa condurre addirittura alla totale cancellazione della disciplina.

L'informatica, una delle tre “I” pomposamente proclamate dalla riforma Moratti, sta per diventare “competenza trasversale” il che significa che sostanzialmente tutti dovrebbero occuparsene ma che probabilmente nessuno lo farà.
Le famiglie, spero di sbagliarmi a pensar male, saranno spinte a comprare beni costosi e rapidamente obsoleti.
Agli allievi verrà forse semplicemente fatto passare il messaggio che stampare ricerche scopiazzate da internet è informatica...

Fortunatamente il progresso e la cultura sono difficili da fermare!
l'informatica non è più uno scatolone pesante e costoso.
L'informatica non esiste più come la conoscevamo fino a dieci anni fa: è diventata COMUNICAZIONE GLOBALE.

Ancora una volta gli insegnanti di educazione tecnica, ora umiliati dalla banale ridenominazione disciplinare di “tecnologia” sono più avanti di quanto immaginano gli improvvisati riformatori della scuola.

Proprio nel momento in cui tanti colleghi e colleghe credono di avere compreso che usare il laboratorio informatico significa semplicemente sapere usare il costoso pacchetto Microsoft Office...
... i vecchietti dell'ex “educazione tecnica” si preparano a “svuotare i laboratori”.

Ho compreso che la rivoluzione stava per iniziare quando ho visto la pila degli hard disk sul tavolo.
Le postazioni degli allievi del mio laboratorio non ne hanno più bisogno.
Ora sono semplicemente terminali di un processo di produzione collettiva della cultura condiviso, distribuito, globale... i dati ed il software (open source) non sono più qui, in costose scatole di metallo: sono in rete, accessibili ovunque attraverso modalità diversificate ed a basso costo.
L'hardware può essere tranquillamente uno scarto informatico da discarica oppure un cellulare da pochi euro.

Non sarà facile trasformare la scuola in un comprificio.
Le ragazze ed i ragazzi vivono già il futuro.... altro che grembiulino!

14 settembre 2008

Il BUCO NERO !!!

Finanziare tutta questa varietà e ricchezza di esperienze, creatività, cultura, integrazione...
Figuriamoci!
Costa troppo e non concede sufficiente libertà di espansione al profitto privato.
Ecco quindi concretizzarsi l'idea del più grande esperimento di annullamento della scuola realizzato dai tempi delle invasioni barbariche.
L'idea è molto semplice... si è trattato di innescare e stabilizzare un autentico BUCO NERO nel centro più vitale del sistema formativo: la scuola elementare.
Una volta immiserita la formazione di base diventa più facile anche cancellare decine di indirizzi di specializzazione tecnologica alle superiori.
Si possono così creare spazi ed opportunità per VENDERE l'istruzione.
Trasformare un diritto in un prodotto commerciale è il trend vincente!
Privatizzare acqua, trasporti, sanità... che diritto ha la scuola di salvarsi?
Resta gratis "leggere-scrivere-far-di-conto".
Chi vuole una formazione vera, se la dovrà pagare.

Ormai il buco nero si è stabilizzato, con il concorso attivo fornito dalla "libera informazione" fornita prontamente dai media più prestigiosi.

LUNEDI' 15 SETTEMBRE : "Scuola day" de Il Sole 24 ore, una giornata no-stop dedicata alla scuola.



Scienze della Formazione Primaria: una promessa per il turismo!

MAESTRAMARINA 1/8
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10 settembre 2008

Signori, l'educazione tecnica chiude!

www.retescuole.net
Beppe Dini, sempre in prima linea nella difesa della cultura tecnologica ed ambientale nella scuola media, ha prontamente segnalato un articolo di Alessandra Ricciardi uscito ieri martedì 9 settembre su ItaliaOggi .

La giornalista sembra scrivere come persona bene informata.
Le notizie non sembrano aggiungere molto a quanto già atteso con preoccupazione da chi si occupa da oltre trent'anni di educazione tecnica nella scuola di base italiana.

Non è mia intenzione convincere nessuno che cancellare questa disciplina risulterà nel tempo disastroso per la competitività della nostra nazione.
Del resto anche gran parte delle materie di specializzazione nelle scuole tecniche superiori sta per subire la medesima sorte.

Prendo atto delle decisioni politiche.
AMEN.

08 settembre 2008

Il senso del dolore

Raul Lovisoni è un saggio visionario che aiuta con le immagini, la parola e la musica a riconoscere ciò che troppi non sanno vedere.
Un educatore, un profeta nel senso profondo del termine... insomma un uomo vero.
Provate a cercare le sue tracce su Youtube... Parola chiave "aurvox"

07 settembre 2008

Tutti in cattedra!

L'Italia è un Paese che ben si definisce “molto pittoresco”.
Tra le convinzioni collettive più innocue e disarmanti si annovera sicuramente il “siamo tutti commissari tecnici della nazionale di calcio”.
In questi ultimi giorni una ben più rovinosa persuasione si sta radicando in modo diffuso:
“Siamo tutti esperti di pedagogia e scuola”.
A scuola ci siamo andati tutti e dunque un'idea di come funzioni questa istituzione, ciascuno se l'è fatta.
Il nodo della questione non sta purtroppo nel fatto che ciascuno ha idee personali in proposito, spesso molto ragionevoli, fondate e spesso utili e costruttive.
Il problema è quando chi ha autorità e potere si assume presuntuosamente la responsabilità di consigliare, e quel che è ancor peggio “decidere”, sulla base delle proprie limitate competenze.
Francesco Alberoni è certo persona stimabilissima ed apprezzata nel suo campo.
Oggi ha però incautamente tranciato giudizi e dispensato consigli in modo avventato ed incompetente.
Nell'editoriale di oggi domenica 11 agosto 2008, su corriere.it...
... si permette di affermare:
«Prendete in mano un libro di geografia delle scuole elementari: vi si parla a casaccio dei laghi, del mare, dei monti, delle paludi, poi dell’attrezzatura per il campeggio, ma non una parola sui continenti, gli oceani, i fiumi, le nazioni.»
Mi domando che libro di geografia abbia mai preso in mano il noto opinionista e filosofo.
Alberoni si dimostra qui un bell'ignorante... nel senso che non sa nemmeno che nelle scuole elementari, che ora non si chiamano neppure più in questo modo, NON ESISTE TESTO DI GEOGRAFIA.
Sono in adozione stupendi sussidiari, magari con schede ed approfondimenti allegati... ma il libro di geografia proprio non c'è.
Non c'era nemmeno quando studiava alle elementari il signor Alberoni.... che cerchi pure in cantina, se ancora ha conservato il suo sussidiario.
Credo che un editoriale importante su un media nazionale, almeno nel segno del rispetto verso i propri lettori, implichi il minimo dovere di documentarsi prima di sparare sentenze a vanvera.

Il dramma della nostra scuola, così in crisi e così bisognosa di saggi e lungimiranti interventi, è che chiunque presume di avere in tasca la soluzione.
Mi consola ascoltare al bar, al supermercato, dal barbiere e sul treno, appassionate discussioni e spesso intelligenti proposte. Ciò significa che la gente sente forte il problema, partecipa e si sforza di elaborare proposte e contributi. Il problema è che non si può prendere un degnissimo e preparato dentista, giardiniere, filosofo, commesso... o avvocato ed insediarlo direttamente sulla poltrona del potere, in modo che applichi le sue personali ricette alla scuola in forza del fatto che ha parenti od amici che praticano l'ambiente. Mia mamma era ostetrica e mio figlio è fisioterapista: ciò dovrebbe significare l'automatico possesso le competenze che dovrebbero risultare necessarie per dirigere un Ente Ospedaliero... o no?
Il minimo che mi aspetto, non dico come insegnante ma come cittadino, è di essere diretto da responsabili che sappiano scegliere ed utilizzare un team di consulenza e supporto all'altezza della situazione.
Insomma...
Sarebbe bello che l'umiltà tornasse ad essere un valore apprezzato.

Che si decida e che il sistema di formazione ed educazione italiano vada saggiamente sanato è un obiettivo universalmente condiviso.
La questione non sta nemmeno nel CHI mette la firma in fondo a leggi, norme e circolari.
Il vero problema è che il contenuto di leggi, norme e circolari nasca dalla ragionata convergenza di serie competenze e non dall'improvvisazione decisionistica di chi bada semplicemente ai colpi di effetto mediatico.
L'Italia ha bisogno di buon senso, concretezza ed impegno.
Mettere tutti contro tutti, coltivando il disprezzo di ogni categoria di lavoratori verso l'altra, è un bel sistema per spianare la strada all'intolleranza ed all'odio da cui nascono le dittature.
Continuare a lasciare intendere, come “nel suo piccolo” sembra fare Alberoni, che ci vuole Qualcuno che metta finalmente TUTTI IN RIGA, costituisce un criminale atto diseducativo che contiene, in prospettiva storica, i velenosi semi dell'oppressione e della violenza.

04 settembre 2008

La va a pochi....

Tra pochi giorni una ulteriore serie di interventi sulla scuola italiana sarà portata a termine.
Le conseguenze restano comunque irrilevanti rispetto al fatto che tutto ciò potrebbe sparire inghiottito dal nulla a partire dal 10 settembre per effetto dell'esperimento che il CERN effettuerà "per vedere cosa succede" con l'acceleratore di particelle più grande e potente mai realizzato dall'uomo.

Mi consolo considerando che almeno abbiamo potuto godere ancora di queste vacanze estive prima dell'entrata in funzione del Large Hadron Collider.

02 settembre 2008

Questo fa parte della "cura da cavallo"?

Il Decreto legge n. 137 del 01 settembre 2008 (Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università) è pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è legge dello Stato.

La mia opinione è che la scuola italiana ne resta rivoltata come un calzino.

Credo che ci vorranno giorni per rendersi conto della portata di quello che a tanti appare un intervento di portata drammatica.

Si era parlato di cura da cavallo ma per la scuola elementare mi sembra sia più opportuno parlare di macelleria. Lascio alle colleghe maestre il "piacere" delle opportune considerazioni.

Mi limito ad alcune considerazioni relative alla valutazione.

Art. 3 - Valutazione del rendimento scolastico degli studenti

1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.

2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi.

Dunque tornano i voti.

Ci sarebbe parecchio da discutere ma la rivoluzione non sta, a mio parere in questa "semplice" modifica.

Noto immediatamente per la scuola media, ora denominata secondaria di primo grado, resta omessa la dicitura relativa alla valutazione " illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno".

Per chi non lo sapesse, nella scuola media, ora denominata secondaria di primo grado, promozione o bocciatura erano finora deliberate dal Consiglio di Classe a maggioranza.

Ora invece la legge recita:

3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

In ciascuna disciplina, se le parole hanno un valore, significa che un solo isolato docente è in grado di assumersi la responsabilità di bocciare.

Attendo con ansiosa curiosità i prossimi scrutini finali.

4. L'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato e all'articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:

.....

Ecco cosa cambia (i blu le parti sospese, in rosso le novità, in barrato le parti annullate) :

1. Il consiglio di classe con la sola presenza dei docenti, é tenuto a compilare e a tenere aggiornata una scheda personale dell'alunno, contenente le notizie sul medesimo e sulla sua partecipazione alla vita della scuola, nonché le osservazioni sistematiche sul suo processo di apprendimento e sul livello di maturazione raggiunto sia globalmente sia nelle singole discipline.

2. Al termine di ciascun trimestre o quadrimestre dagli elementi registrati sulla scheda il consiglio di classe desume motivati giudizi analitici per ciascuna disciplina e una valutazione adeguatamente informativa sul livello globale di maturazione.

3. Per la valutazione espressa in decimi degli alunni handicappati si applica il disposto dell'articolo 318.

4. I docenti della classe illustrano ai genitori dell'alunno o a chi ne fa le veci i giudizi analitici e la valutazione sul voti conseguiti e il livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno, unitamente alle iniziative eventualmente programmate in favore dell'alunno medesimo ai sensi dell'articolo 167.

5. Il consiglio di classe, in sede di valutazione finale, delibera se ammettere o non ammettere alla classe successiva gli alunni della prima e della seconda classe e all'esame di licenza gli alunni della terza classe, formulando un giudizio di idoneità o, in caso negativo, un giudizio di non ammissione alla classe successiva o all'esame di licenza.

6. Il giudizio finale tiene conto dei giudizi analitici per disciplina e delle valutazioni espresse nel corso dell'anno sul livello globale di maturazione, con riguardo anche alle capacità e alle attitudini dimostrate.

7. La valutazione dell'alunno e il giudizio finale sono documentati con apposito attestato.

8. Il Ministro della pubblica istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, approva con proprio decreto i modelli della scheda personale e degli attestati e di ogni altra documentazione ritenuta necessaria.

Si potrebbero sviluppare interessanti riflessioni...
Rimarchevole la valutazione dei "diversamente abili" (che la legge si ostina ancora a definire handicappati) in decimi...
... tanti saluti al "livello globale di maturazione, con riguardo anche alle capacità e alle attitudini dimostrate".

Mi siedo sulla riva del fiume e resto a vedere cosa succede....

29 agosto 2008

La strage degli innocenti (zucconi)

Premesso che sono personalmente favorevole alla valutazione espressa con un punteggio cioè in voti o con lettere, come avviane in molte nazioni...
Mi domando come sia stato possibile che quello che definirei sostanzialmente un "colpo di mano" abbia fatto in un giorno piazza pulita di un sistema di valutazione nato da decenni di dibattiti.
Ai giudizi finora in adozione si era giunti attraverso pubblicazioni, conferenze, studi, indagini statistiche, analisi sociologiche, sperimentazioni... Docenti ed esperti avevano maturato la convinzione che il giudizio analitico, sintetico oppure esteso, era una scelta valida e produttiva.

La politica ha preferito decidere sui due piedi per un ritorno ai voti.
Non biasimo la Gelmini.
Il tempo potrebbe dimostrare che il ritorno ai voti è stata una decisione felice.

Le perplessità sorgono dalla modalità adottata che ha scavalcato con disinvoltura un sistema di consulenza e condivisione che la produzione della cultura dovrebbe presupporre.

Anche il conclamato ritorno a "I Promessi Sposi" mi sembra decisamente avventato.
Amo questo libro, insieme alla Bibbia è quello che ho riletto più volte nel corso della vita.
Il problema è che non è scritto nella lingua che usiamo oggi.
Per gli adolescenti deve essere letteralmente "tradotto" perché non posseggono più il tipo di competenze linguistiche e la padronanza della terminologia che caratterizzavano il sapere letterario di un tempo.

Nelle mie classi colorate sono costretto a tradurre passo passo anche un semplice testo scolastico contemporaneo.
Se io chiedo «Chi sa cosa significa la parola CONTEMPORANEO?» so che vedrò non più di tre o quattro mani alzate.
In realtà non potrei nemmeno formulare la domanda in questa forma perché il verbo "significare" risulterebbe sconosciuto ai più.... dovrei invece domandare "Chi sa cosa vuol dire....?".

Non sono entusiasta di constatare che la politica assume, in modo estemporaneo ed autonomo, decisioni cruciali su come si debba fare scuola.

Ma torniamo ai voti...
La bozza del decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2008 recita, all'articolo 2bis, comma 3:
"Sono ammessi alla classe successiva ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo gli studenti che abbiano ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline."

Trent'anni fa valutavo in voti.
Alla fine dell'anno il Consiglio di Classe si riuniva per decidere sulla promozione.
Ogni docente esprimeva un voto.
Ricordo furiosi confronti e reazioni risentite per il fatto che il mio voto contava come quello di LETTERE + STORIA + GEOGRAFIA.
Fatto sta che la promozione o la bocciatura venivano deliberate nella scuola media (ora prolissamente denominata scuola secondaria di primo grado), allora come adesso, a maggioranza.
In questo modo riuscivano a salvarsi gli zucconi che avevano il buon senso di impegnarsi strategicamente almeno nella maggioranza delle materie... che generalmente non risultavano nemmeno tra le più impegnative.

Osservo ora che la bozza di decreto legge non costituisce un semplice ritorno al passato.
Qui si stabilisce, né più, né meno, senza neanche il beneficio del salvagente offerto dagli esami di recupero a settembre... che per essere promossi ci vuole " un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina".

Se le parole hanno un valore, ne consegue l'automatica bocciatura per chi avrà anche una sola insufficienza.

L'esperienza mi dice che gli allievi sufficienti in TUTTE le materie a fine anno sono forse uno o due su dieci.

"... perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Luca 23,1-49)

28 agosto 2008

Il Timoniere della scuola italiana

"Forse... l'è 'na buna s'cèta! Però... faga fà el ministro....... l'è en po' prest"
... come dice la mia amica Remucci.
Sono assolutamente sincero.
Stimo la Gelmini come professionista della politica e come persona.
Il problema è che si trova investita di responsabilità che forse richiedevano un profilo diverso.
Dubito molto che esistano oggi personalità in grado di tenere il timone della scuola italiana con l'autorità e la competenza che sarebbero tanto necessarie.
Casati è morto, Le Sorelle Agazzi sono morte, La Montessori è morta, Gentile è morto, Don Milani è morto... e anch'io mi sento poco bene.
:-) ;-)

I Bei Tempi Andati possono tornare?

A me sta bene tutto, mi piacciono le sfide.
Fine corsa per "buono", "sufficiente" e "distinto": si torna ai voti.
Pienamente ripristinato il valore del voto in condotta.
Mi sta bene anche il grembiule nero.
Anche per i docenti, come ai bei tempi andati.
Non vedo l'ora di indossare anch'io un grembiule nero, come facevano i miei insegnanti di officina all'istituto tecnico.
Finalmente si salveranno i pantaloni, così spesso strappati dalle sedie sgangherate che non si riescono a sostituire perché le risorse se ne vanno negli stipendi agli insegnanti.

Però le cose si fanno bene fino in fondo, oppure è la solita burletta all'italiana.

Rivoglio il calamaio con l'inchiostro infilato nell'apposito buco del banco!
Calligrafia e pennini a forma di dito (non necessariamente l'indice) e torre Eiffel, perdiana!
Rivoglio i miei giorni spensierati del passato, tutti interi, senza accomodamenti approssimativi.
Rivoglio il bidello che passava tutte le mattine a rabboccare i calamai.

Che senso avrebbe altrimenti tornare al grembiule nero, se non per ripristinare l'antico sport del lancio di palline di carta inzuppate d'inchiostro?
Quelli erano tempi! Promessi sposi, rosa, rosae....
... e sani scappellotti del professore.

Ministro Gelmini! Si è dimenticata gli scappellotti!
Come è stato possibile?

"... el ga daghes pör quàch scopasù, quànt èl sa la mèrita"
Ecco come le mamme bresciane (Lei mi può ben capire, ministro!) invitavano me, tenero docente alle prime supplenze, ad una efficace opera di collaborazione educativa con la famiglia.

22 agosto 2008

Premiare il merito e valorizzare la mediocrità eccellente

Dio ci scampi dai meritevoli!
Chi è il primo della classe?
Generalmente non la persona più brillante, creativa, produttiva.
I generali, i primari, i dirigenti ... troppo spesso hanno un'idea di merito legata alla pedestre esecuzione delle consegne, associata all'assenza di ogni critica ed al permanere di una salda condizione di quiete.
Chi obbedisce senza creare problemi ha buone probabilità di essere percepito dal superiore come "meritevole".
È questo ciò che vogliamo per la nostra scuola?

Premiare il merito.
Questa è la magica affermazione che dilaga con successo in tutti i campi.
Nella scuola se ne promette l' applicazione su entrambe i lati della cattedra: per i docenti e per i discenti.

Eppure, quanto il virus del premio ai meritevoli ha iniziato a diffondersi, tutti ci siamo ingenuamente rallegrati.
Cavolo! Finalmente il giusto riconoscimento del mio impegno!
Sono certo che anche gli inveterati scansafatiche avranno sinceramente gioito.
Non ho mai conosciuto un autentico lazzarone in grado di riconoscersi come tale.
Solitamente sono proprio i più pigri a ritenere di ammazzarsi dal lavoro.
Dunque siamo tutti, soggettivamente, meritevoli.

Eccoci pertanto tutti d'accordo sull'opportunità di premiare i meritevoli.
Sul vassoio dei media ci viene offerto un invitante dolcetto che temo risulterà pericolosamente avvelenato.
Temo che il premio ai meritevoli si rivelerà esclusivamente ciò che già appare: un trucco escogitato per risparmiare.
In realtà non si tratta semplicemente di premiare i meritevoli: chissà quante risorse occorrerebbero realmente per premiare secondo il giusto! Basterà premiare solo pochi eletti.
Si tratta pertanto di incoraggiare la competizione.
Curioso!
Io, come insegnante, mi occupo ESATTAMENTE DEL CONTRARIO.
A fondamento del lavoro educativo sta la valorizzazione della solidarietà.
Questo ho imparato ed è ciò che credo fermamente.
All'allievo ricco di doti intellettuali e sociali, capace di rilevanti prestazioni scolastiche, ripeto la frase che ascoltavo in casa: "hai fatto metà del tuo dovere".
All'allievo debole ed insicuro riservo invece i migliori apprezzamenti.

Il professor Chiesa fa differenze.
Quando ascolto questa affermazione sorrido di soddisfazione.
Non c'è musica senza l'arcobaleno delle note.
Sì. Ognuno è diverso. Ciascuno avrà la sua valutazione.
Viva la valorizzazione delle differenze!

Non ho nessuna intenzione di tracciare una riga in fondo al percorso per premiare il primo che arriva.
Non alzerò l'asticella fino al punto in cui è uno solo a superare l'ostacolo.

Il premio sta nel salto. La vittoria sta nella corsa.

L'obbiettivo del mio lavoro non è quello di appuntare medaglie ma quello di crescere uomini e donne integrali, valorizzando il massimo di ogni individualità.

Il successo politico di quello che personalmente ritengo un cancro sociale, cioè l'aziendalizzazione e spesso la completa privatizzazione delle risorse strategiche della nazione, comporta l'emergere dell'idea che ogni prestazione sia condizionata ed incentivabile da una remunerazione.
Personalmente, considero questo concetto pericolosamente errato.

Mi sembra di avere capito che i più intransigenti sostenitori della tutela più estensiva del copyright affermano che l'arte morirebbe senza gli automatismi di corrispettivo economico previsti della SIAE.
Non sono d'accordo. Un poeta continua a scrivere versi anche quando gli tolgono la penna.
L'arte e la cultura non si soffocano nemmeno con la violenza più cruda e con l'oppressione più insolente.
Certamente l'assenza di preoccupazioni economiche rende le cose meno complicate per l'artista.
È però anche vero che spesso denaro e successo intossicano la creazione.
Resto comunque convinto che i più grandi capolavori dell'umanità non siano nati sotto la sollecitazione di un compenso materiale.

Per quanto mi riguarda come insegnante, ritengo mio imperativo morale dare il massimo.
Quando faccio un'ora di supplenza non lavoro peggio o meglio perché sono pagato di meno oppure di più.
Immagino che altrettanto avvenga per un giudice, un infermiere, un poliziotto...
Si rende forse più giustizia, cura più scrupolosa, sicurezza più attenta... perché la paga è più alta?

Si può forse incentivare una prestazione quantitativa, misurabile in sacchi di patate scaricati da un vagone o in camicie lavate e stirate.
Con gli esseri umani è diverso.
Remunerare un docente per le ore di insegnamento è semplice.
Pagarlo per come ha insegnato o peggio, per quanto gli allievi hanno appreso, è forse assurdo.

Premiare il presunto merito del singolo docente (uno solo tra i molti), grazie alle prevedibili invidie, porterà agevolmente alla distruzione di quella rete di impegno didattico solidale che permette ancora ad un team di docenti di adoperarsi uniti per realizzare un presepe nell'atrio dell'istituto oppure una recita scolastica di fine anno.

Il potere di acquisto reale di molte categorie di lavoratori si è consistentemente ridotto nel corso di questi anni a causa dell'inflazione reale.
Si può affermare che tutti questi salariati abbiano progressivamente ridotto la qualità della loro prestazione in modo corrispondente?
Dunque mi sento veramente offeso da chi offre presunti premi di merito per premiare intensificazioni che non possono sussistere per definizione.

L'efficacia ed il valore del lavoro prestato in favore della persona restano a mio parere incommensurabili perché tale genere di attività costituisce una forma d'arte.
Si possono stabilire parametri per quantificare l'azione sul corpo o sull'animo umano?
Io non credo.

Se invece si vorrà scegliere di assumere come metro la valutazione integrata di dirigente scolastico, famiglie ed allievi.... non credo proprio che a raccoglierne i frutti saranno i migliori insegnanti in senso assoluto.
A goderne saranno forse i furbi opportunisti che, prescindendo da ogni risultato scolastico oggettivo, riusciranno a farsi benvolere dal dirigente, amare dai genitori e adorare dagli allievi :-) ;-)

11 agosto 2008

Ormai è chiaro, come più volte ho scritto (forum di http://www.leonessa.net/educazione_tecnica-tecnologia/) che l'EDUCAZIONE TECNICA nella scuola media è spacciata: fino alla prossima riforma la questione è chiusa...
Amenoché... amenoché la Gelmini non tiri fuori dal cappello a cilindro la famosa area tecnologico-scientifica, creando una nuova disciplina operativa che unisca ore cattedra prese tra tecnologia e scienze.
I pedagogisti concordano sulla necessità di una scuola maggiormente orientata al fare ed allo sperimentare. Se questo è l'obiettivo che si intende perseguire, il sapere tecnologico e scientifico, integrato in una nuova forma disciplinare, potrebbe dimostrarsi motore del rinnovamento della scuola italiana.
La scelta che la politica scolastica è chiamata a fare è tra le nuove sfide della formazione di base, fondate sulla sperimentazione laboratoriale e sul piacere dell'apprendere... ed il ripiegamento sul riduttivo "leggere, scrive e fare di conto".

La realtà delle decisioni assunte (Decreto 112) potrebbe comunque essere sintetizzata nel motto "MENO SCUOLA PER TUTTI": meno insegnanti, meno ore scuola, meno specializzazioni...

Se sarò posto nella condizione di avere meno spazio per promuovere la cultura nella scuola (la riforma mi assegna due ore per ogni classe alla settimana, invece delle tre della mia disciplina) mi "vendicherò" accrescendo la produzione culturale extrascolastica... :-) ;-) :->

A titolo di anticipo ed esempio, ecco tre minivideo che ho appena sfornato:

Il Cammino di Santa Giulia lungo la via dei Longobardi

http://it.youtube.com/watch?v=Ah0MheWRMek




Bastone del pellegrino in cammino: il bordone

http://it.youtube.com/watch?v=77a0Wz5Psqs




L'antico capitello del monastero di Santa Giulia in Brescia

http://it.youtube.com/watch?v=Jok5_HkigVE


27 luglio 2008

Revisione dei quadri orari di insegnamento

Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112
All’art. 64, comma 4:
... anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:
a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti;
b) ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;
"con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali"
.... significa probabilmente che le attività di formazione operativa di specializzazione saranno le prime ad essere pesantemente penalizzate: basta vedere i quadri orari previsti dalla riforma per le superiori.
Per la scuola secondaria di primo grado "tecnologia" è in testa alla lista delle decapitazioni.
Ai docenti dell'ex "educazione tecnica" rimane solo un'ultima residua speranza: che si arrivi ad un accorpamento scienze-tecnologia (la famosa area scientifico-tecnologica), scorporando le ore di insegnamento da matematica-scienze-tecnologia.
Resta da capire quale sarà la classe di abilitazione corrispondente ed a chi sarà riservata.

Per mercoledì 6 agosto è previsto l'incontro con le parti sociali del ministro Mariastella Gelmini per affrontare l’argomento dei tagli previsti in finanziaria. L’incontro servirà per fare il punto sugli organici e gli ordinamenti scolastici.
Le esperienze trascorse insegnano che questo genere di incontri consiste solitamente in una conferenza a senso unico in cui si comunicano semplicemente le scelte che il governo adotterà.
L'intenzione annunciata è quella di procedere all'attuazione delle riduzioni orarie già previste dalla riforma Moratti a partire dall'anno scolastico 2009-2010, in modo da portare i quadri orario a regime per il 2012.
Quindi, per quanto riguarda "tecnologia", fine della fase transitoria che concedeva le tre ore.
Per tutte le discipline si concretizza l'ipotesi della fine delle ore a disposizione, con buona pace di accoglienza, integrazione, alfabetizzazione, recupero, potenzialmento, attività di laboratorio...
Sono preoccupato di quel "anche modificando le disposizioni legislative vigenti".
La mia prima impressione è che materie ed orari verranno rideterminati da semplici disposizioni ministeriali e facilmente non si tratterà di un ampliamento delle opportunità formative in termini di ore di lezione, visto che la logica di fondo è quella del risparmio.
Finalmente un po' d'ordine: ecchediamine!
Gelmini ha ripetutamente auspicato nel corso delle ultime interviste l'adozione del grembiule nero con stemma di istituto (e le astine bianche con i numeri romani delle classi? ... Si sarà dimenticata?) e sabato fasc... pardon ;-) :-> libero.

25 luglio 2008

Maledetti professori

La ministra Gelmini annuncia l'imminente drastica cura dimagrante per tutte le discipline insegnate nella scuola italiana. Meno ore per tutti!
Nessuno riuscirà a convincermi che riducendo le ore di insegnamento l'apprendimento migliora ma ormai si sta affermando l'idea che tanto la scuola non serve a gran che...
Illuminante a tale proposito la lettura del provocatorio articolo di ILVO DAMIANTI su www.repubblica.it

18 luglio 2008

L'istruzione rende liberi

Credere nelle cose belle è un'arte difficile.
Continuare sperare nelle piccole realtà che potrebbero diventare vere, aiuta a vivere.



18 giugno 2008

Risparmiare sulla semente

Questa volta mi sa che siamo sulla soglia della temuta "soluzione finale" che liquiderà definitivamente la cultura tecnologica (educazione tecnica o tecnologia, che dir si voglia) nella scuola italiana di base.
Il governo annuncia infatti la decisione di tagliare nella scuola personale per altre 100mila unità nei prossimi tre anni.
Ciò nell'ottica di un risparmio sempre più necessario.
Personalmente ritengo che sia un po' come il contadino che decide di comprare meno semente per risparmiare.
Già in passato il medesimo contadino aveva venduto proprietà e strumenti di produzione. Cartolarizzazioni e privatizzazioni varie dei servizi essenziali di uno stato, come nel caso della sanità, dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni sono lo strumento di quella che personalmente considero la dilapidazione del patrimonio nazionale.
Risparmiare sulla semina non mi sembra una buona idea, avrei preferito che si decidesse di prendere meno vino in osteria.

Su "LA TECNICA DELLA SCUOLA" si analizza la situazione con un articolo in cui ci si chiede come ciò possa essere attuato
, visto il crescere della domanda di istruzione che deriva anche dall'aumento della popolazione scolastica.

Temo che la soluzione sia già pronta. La riforma ormai nota con il nome del ministro Moratti indica senza possibilità di equivoci la via maestra: la riduzione delle ore di insegnamento per le varie discipline.

Educazione tecnica / Tecnologia è solo un esempio: passata da tre ore settimana per classe ad una solamente (come religione - con tutto il rispetto!) e graziata poi a due ore significa sul territorio nazionale la riduzione di un terzo dei docenti. Qualcuno ipotizza una cifra intorno ai 16mila insegnanti "fatti fuori".

Il taglio di un terzo del tempo di insegnamento su tecnologia diventa anche il dimezzamento di geografia e la cancellazione dei una enorme varietà di attività di formazione operativa specializzata negli istituti professionali e tecnici. Saldatura, fucina, impianti... laboratori di macchine a fluido, fonderia, macchine utensili (torneria, fresatura, alesaggio)... solo per citare alcuni esempi, sono da considerare semplicemente "spazzati via" dalla disastrosa riforma in corso di attuazione. Questo solo per attenermi alla realtà industriale bresciana che conosco.

Dunque risulta sufficiente tagliare ore scuola, particolarmente nelle discipline tecnologiche, per ritrovarsi con una consistente riduzione di insegnanti.
Quanto l'immediato risparmio economico costerà in termini di investimento e ricchezza per il futuro lo vedremo.
Ieri ho comprato un paio di meravigliose scarpe sportive a 5 (cinque!) euro.
Non dico nemmeno da dove vengono, tanto è ovvia la risposta.
Solo 10 ani fa queste scarpe si facevano nelle Marche, laddove esistevano scuole professionali estremamente qualificate. ora non più: costa troppo.
Parrebbe che sia meglio comprare a prezzo stracciato che impegnarsi a studiare, progettare e produrre.

Non vorrei la sequenza delle nefaste scelte conducesse lo sprovveduto contadino a vendere, per debiti, sé stesso come schiavo.

05 giugno 2008

Bully: Il bullismo fatto videogioco

In prima media, iniziando le lezioni di informatica, chiedo "a cosa serve un computer?".
Ero ormai abituato alla consueta risposta: "a giocare", cui seguivano le varie altre applicazioni.
Quest'anno in tutte le classi la prima risposta, senza alcuna indecisione è stata: "a comunicare".

Un computer in casa si fa dunque ora apprezzare dagli adolescenti, per quanto ho potuto capire, innanzi tutto per vivere la socialità che un tempo si sviluppava nel cortile condominiale o nella piazza del paese.
A questo si affianca il cellulare.

Chissà quanti genitori, tra coloro che leggono ora queste queste righe, sanno come si accende e sblocca il cellulare regalato al figlio o ala figlia? Le cartelle virtuali dei video e delle immagini sono regolarmente bloccate da password. Non interessa indagare? Vostra figlia no, vero? Non può essere. Naturalmente! ;-) :-)
Difficilmente i genitori hanno anche solo una vaga idea delle istruttive informazioni multimediali che gli adolescenti si scambiano via Bluetooth o infrarossi nei bagni delle scuole e talvolta persino in classe durante le lezioni.

Dunque ogni informazione ritenuta preziosa e desiderabile per un adolescente, tende a diffondersi con una modalità che è stata definita "virale".
La diffusione delle connessioni internet adsl 24 ore in molte case e Live Messenger sempre attivo sono diventati, anche per i giovanissimi, strumenti di contato e divertimento dalle potenzialità largamente sottovalutate dalle famiglie.
Non si creda che questa opportunità resti privilegio dei più abbienti.
Mi sono reso conto che è abbastanza frequente trovare un portatile permanente collegato ad internet proprio nelle case degli immigrati, per ovvi motivi di rapido ed economico contatto con le famiglie di origine.

Questa globalizzazione dei consumi, dei valori e dei disvalori, delle informazioni rispettabili e di quelle spregevoli, della poesia e della pornografia, dell'amore e della violenza.... pervade fulmineamente la vita dei ragazzi e persino dei bambini, sfuggendo generalmente al controllo familiare.

Oggi ho avuto la sorpresa di scoprire che i pargoli della mia seconda zeta (si tratta ovviamente di una finzione letteraria, o no?) si stavano entusiasticamente scambiando suggerimenti di gioco per la loro ultima scoperta: Bully, ovvero "Take 2 Interactive Bully: Scholarship Edition".
Si tratta di un videogioco attualmente disponibile, anche in lingua italiana, per le piattaforme Sony PlayStation 2, Microsoft Xbox 360 e Nintendo Wii.
In Europa, nella sua versione iniziale, era stato commercializzato come "Canis Canem Edit", forse per evitare che quel "Bulli" esponesse con troppa facilità il gioco alla curiosità ed al prevedibile successivo allarme di qualche mamma incuriosita dall'ultimo videogioco acquistato dal suo amatissimo bambino.

Nella più recente versione del videogioco il "Bully" è stato sapientemente mimetizzato nell'articolato titolo.

Giusto per inquadrare subito la faccenda, è bene chiarire che il videogioco in questione è commercializzato dalla medesima casa produttrice (rockstargames) che ha accumulato una vera fortuna economica con "Grand Theft Auto", videogioco in cui lo scopo del protagonista è quello di progredire nella carriera criminale. Per inciso, il CODACONS ha richiesto il ritiro dalla distribuzione in Italia di questo titolo per istigazione alla violenza.
Sulla scatola di Bully c'è il simbolo che indica il gioco come inadatto ai minori di 16 anni: un ottimo motivo in più per solleticare subdolamente attenzione. Quanto genitori ci baderanno?

Ma veniamo al sodo.
Bully è un videogioco di simulazione fondamentalmente basato sul bullismo.
Il protagonista, come diversi problematici soggetti con cui mi confronto come educatore, "non è cattivo".. direi piuttosto che interagisce in modo socialmente deviante per sviluppare quelle che gli sembrano efficaci tecniche di sopravvivenza ed affermazione personale.
Alcuni saggi multimediali relativi al videogioco possono essere visionati, purtroppo solo in inglese, sul sito web ufficiale:
http://www.rockstargames.com/bully/home/

Forse definire il gioco come addestramento virtuale al bullismo è una semplificazione fuorviante.
Negli USA il gioco riporta una etichetta di classificazione in cui si forniscono avvertenze sui contenuti: animazioni di sangue, umorismo crudo, linguaggio sconveniente, temi sessuali, uso di alcool e tabacco, violenza.

Da Wikipedia si apprende che «Nel 2008 un giudice brasiliano ha ordinato il ritiro del videogioco dal mercato locale per la sua eccessiva violenza. In Australia la vendita del videogioco è stata negata fin dalla sua pubblicazione internazionale. Negli Stati Uniti d'America il gioco è stato messo in commercio solo dopo una sentenza favorevole di un giudice».

Sono convinto che un adulto può considerare queste strampalate, trasgressive e persino violente avventure con ironia, ma non sono certo che i miei dodicenni allievi ne potranno trarre un utile ammaestramento formativo.

12 maggio 2008

Pizza all'istruzione! Questo sì che mi suona bene!

Accolgo con entusiasmo Giuseppe Pizza come sottosegretario all'istruzione.
Ho sempre adorato tutte le pizze mentre confesso una elevata intolleranza gastrica per Valentina Aprea. Non posso dimenticare che a quest'ultima si deve, tra l'altro, la cancellazione dell'educazione tecnica come disciplina autonoma. Persino la criticatissima ministra Moratti si dimostrò più benevola, arrivando a strappare le due ore settimanali attualmente in vigore... contro l'oretta del retrobottega di scienze voluta dalla Aprea.
Dunque mi affretto ad un brindisi con birra, a mio modesto parere, sovrana compagna di tutte le pizze.
I primi sforzi di documentazione non mi hanno consentito grandi risultati.
Wikipedia arriva ad un «In realtà di lui si sa ben poco».
In realtà ha una storia che affonda le radici nella DC, con trascorsi oggettivamente apprezzabili.
Non è lontano dai valori positivi del centrosinistra.
«Rimasto deluso dalla politica condotta dalla coalizione di centro-sinistra, per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 si è alleato con il partito del Popolo della Libertà» recita ancora Wikipedia.
Credo che i "delusi dalla politica condotta dalla coalizione di centro-sinistra" avrebbero certamente riscosso un sensazionale successo elettorale, se si fossero costituiti partito.
Il rimpianto per i sani valori DC è ancora ben vivo...
Dunque ciò fa presumere che Giuseppe Pizza non sia un uomo pronto a sostenere acriticamente l'idea della "scuola azienda".
Forse questa idea che mi sono fatta sarà condizionata dalla croccante presenza dei "Giuseppe's Pizza" rilevato in internet... ma credo che Giuseppe Pizza sia realmente un uomo responsabile, se non altro per essersi astenuto dall'esercitare un pesante condizionamento nel corso di questa ultima competizione elettorale.
Dunque buon lavoro, Giuseppe Pizza!

07 maggio 2008

In bocca al lupo!

Buon lavoro, Mariastella Gelmini !
Il modestissimo sincero augurio che invio è quello di un educatore abituato a scommettere sempre in positivo.
Il valore di una persona si misura dai frutti che porta, non dai pregiudizi o dalle preoccupazioni più o meno fondate che suscita.
L'inesperienza nel settore del quale Lei va ad assumere così alte responsabilità non è necessariamente un handicap.
Il mondo della scuola ha sviluppato un'autentica ipersensibilità nei confronti dell'improvvisazione di cui vari ministri di diversa parte politica hanno purtroppo dato prova in passato.
D'altra parte non rinunciamo alla speranza.
La scuola, che soffre di un terribile mal di denti, ancora una volta si appresta alle cure del nuovo dentista. Non c'è da stupirsi del terrore del paziente: le ultime esperienze non risultano tranquillizzanti.
Finora abbiamo avuto denti estirpati ma il dolore si è aggravato.
Aspettiamo cure e dentiera.
Dunque: buon lavoro

27 aprile 2008

Sò tempi cupi: tempi cupi cupissimi

L'ipotesi che Mariastella Gelmini divenga ministro dell'istruzione, università e ricerca (immagino che si tornerà a questo, con la ri-cancellazione della Pubblica Istruzione) si rafforza.
Ho quindi cercato di documentarmi, almeno sommariamente.
Non so se ho capito bene quello che ho letto, nel dubbio spero di sbagliarmi ;-) :-)

In sintesi ecco le cose che mi hanno maggiormente colpito nella proposta di legge che Mariastella Gelmini ha già pronta e presentata:
http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0040980.pdf

Le parole che seguono non sono mie ma semplici citazioni, il grassetto è mio.

========= inizio brani di citazione =========

1) la « riforma Moratti » del 2003 (legge n. 53 del 2003), ha avviato un processo di modernizzazione, ma è stata presto frenata da misure
contraddittorie e inefficaci
.

2) Per superare questi limiti, la legge prevede l’adozione di uno o più decreti legislativi finalizzati a rafforzare i poteri organizzativi dei dirigenti scolastici ad agevolare la piena concorrenza tra le autonomie scolastiche, mediante meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione ai risultati formativi rilevati da un organismo terzo

3) il riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private, la detraibilità delle eventuali
donazioni alle autonomie scolastiche.

4) l’eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera degli insegnanti e la progressiva liberalizzazione della professione

5) la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei, con un periodo di prova di due anni scolastici propedeutico all’assunzione a tempo indeterminato

6) la possibilità , per le singole istituzioni scolastiche, senza oneri aggiuntivi a carico della Stato, di stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo privatistico

========= fine brani di citazione =========

In linea teorica, la sostanza della proposta di legge potrebbe apparire come giusta e sacrosanta.
In linea teorica.
Tuttavia l'applicazione di principi sacrosanti porta troppo spesso a conseguenze nefaste.

Per chiarire il mio atteggiamento politico fin dalla più tenere infanzia, racconto che la mia povera mamma ricordava sorridendo quando all'età di tre anni mi trovai ad essere eccessivamente espansivo con uno sconosciuto signore dall'abbigliamento piuttosto dimesso.
Mi chiamò a parte, sussurrando "Stai lontano da quell'uomo! Non dare confidenza!".
Al che, le chiesi ad alta voce "Perché? È comunista?".

Ho riflettuto oltre mezzo secolo nel tentativo di comprendere quale fosse la discriminante tra il pensiero di destra e quello di sinistra.

La mia conclusione, tralasciando gli estremismi, è che la destra privilegia la competizione, mentre la sinistra privilegia la solidarietà.
Da questo punto di vista, Nostro Signore è certamente di sinistra ;-)

Forse potrebbe rivelarsi opportuna, per chi ha responsabilità politiche di governo, una buona rilettura dell'enciclica "Rerum Novarum" (anno 1891!) di Leone XIII, che certo non può essere accusato di essere comunista:
«Il ceto dei ricchi, forte per sé stesso, abbisogna meno della pubblica difesa; le misere plebi, che mancano di sostegno proprio, hanno speciale necessità di trovarlo nel patrocinio dello Stato. Perciò agli operai, che sono nel numero dei deboli e dei bisognosi, lo Stato deve di preferenza rivolgere le cure e le provvidenze sue.»

Le conseguenze di una politica disinvoltamente mercantilistica alla scuola credo possano essere dirompenti.
Le scuole di frontiera (zone a forte immigrazione o operanti su territori a forte rischio di illegalità) avranno necessariamente risultati mediamente inferiori e si vedranno tagliati i fondi.
I dirigenti scolastici meno capaci daranno valutazioni deprimenti: nella guerra 15-18 si punivano i reggimenti con le fucilazioni di decimazione invece di punire i generali incapaci.
Le famiglie potranno usare i vaucher liberamente con le prevedibili conseguenze favorevoli alle scuole private.
Il meccanismo della donazione, aggravato dalla mancata differenziazione tra quella destinata alla scuola pubblica ed a quella privata, legata al profitto dell'investitore, ha implicazioni di varia natura... La qualità e la quantità delle donazioni privilegeranno inevitabilmente le posizioni forti a scapito di quelle deboli.
Chi farà donazioni? il bidello o l'imprenditore?
A favore di una scuola di servizio pubblico aperta all'accoglienza oppure ad una scuola d'elite già economicamente privilegiata?
Così l'imprenditore potrà detrarre dalla dichiarazione dei redditi... proprio come il bidello. Singolare concetto d'equità: tu sei un poveraccio e ti detasso per pochi euro, tu invece sei ricco e quindi sarai detassato in misura ben maggiore.
I benestanti spenderanno i vaucher nelle loro scuole, ben finanziate dalla stato perché di alto livello. I profitti delle istituzioni private cresceranno grazie a donazioni qualificate mentre i donatori godranno di ulteriori sconti sulle tasse.
Bello eh?

Il blocco degli aumenti di stipendio significa che a tutti i giovani docenti vengono negate serie prospettive di crescita della remunerazione.
La contrattazione viene privatizzata in modo esteso (RSU addio?)... con l'attuale sfavorevole rapporto di offerta/domanda di prestazione si troverà sempre qualche morto di fame disposto alla medesima prestazione per compensi con progressivo rilancio verso il basso...
... la prima impressione è che ne deriverebbe il rapido trasferimento dei più deleteri effetti della precarizzazione nel mondo della scuola.
Due anni di prova e rapporto privatistico significano che un preside-manager è sempre in grado di "provare" un docente precario per due anni e sostituirlo a scadenza con un altro giovane morto di fame che subentra (mors tua vita mea per due anni).
A questo punto al precario biennale non resterebbe che ripetere il giochetto presso una diversa istituzione scolastica... ad libitum.
Succedeva un tempo nelle officine con gli apprendisti... c'erano aziende che vivevano di "apprendistato": diventare operai rischiava di divenire praticamente impossibile.
Quando l'offerta supera la domanda, come accade nel mondo del lavoro, la parte soccombente è SEMPRE quella più debole.
A me non sembra che la rigida applicazione dei criteri mercantilistici nella scuola sia una buona idea.

In effetti un'analisi dettagliata dei contenuti di questa proposta di legge rivela rischi e criticità ancora più estesi e profondi di quelli che qui prospetto.

In conclusione: SO' TEMPI CUPI
http://johnnypalomba.wordpress.com/2008/04/21/tempi-cupi-cupissimi/