10 giugno 2009

Forse non abbiamo bocciato abbastanza: il ministro vuole la strage?

Non so cosa sta succedendo negli altri istituti scolastici.
So cosa è successo nel mio.
Nelle prime ci sono tanti bocciati da poter formare un'intera nuova classe prima.
Questo è quello che si vorrebbe chiamare promozione del merito?
Girando la medaglia io leggo: rifiuto dei deboli.

Eppure non è abbastanza.
Nella mia scuola abbiamo promosso anche allievi con situazioni scolastiche piuttosto gravi. Forse dovevamo bocciare in massa: il ministro Gelmini ha infatti emanato una nota (nota stonata?) "fuori tempo massimo", che giunge ormai a giochi conclusi.

L'indicazione è che la promozione con insufficienze avvenga solo per carenze minime, recuperabili sin dall’avvio dell’a.s. successivo e che venga comunicata alle famiglie.
No anche al "sei rosso" o con indicazione di "voto di Consiglio".
Il Miur sottolinea infatti che "in questo contesto è del tutto improprio il riferimento al ‘sei rosso’"
Gli istituti informati il 9 giugno, con la nota prot. 6051.

E adesso che la frittata è fatta?
Facciamo finta di avere scherzato, riconvochiamo i consigli di classe e BOCCIAMO alla grande su tutta la linea?

5 commenti:

che trasando ha detto...

Terremoto e bocciature o terremoto delle bocciature?

Riguardiamo bene cosa ci ha detto il terremoto in Abruzzo. Abbiamo visto che una modesta scossa di terremoto ha fatto strage di persone sia in vecchi edifici che in nuovi e addirittura ha raso al suolo o danneggiato irrimediabilmente municipi,
prefetture, ospedali e scuole che a vario livello dovrebbero essere resistenti e sicuri ai sismi. La tecnologia non ammette
scuse eppure si sono visti addirittura pilastri in C.A. nemmeno provvisti di staffe. Non osiamo pensare a cosa potrebbe succedere alle altre zone
sismiche come la Calabria la Sicilia la Campania ecc. Nella pubblica istruzione è lo stesso. L'uscita infelice della
Gelmini sulle scuole del Sud era improvvida come le battute di Brunetta ma si sa bene che la verità è così. Tanto è vero che
la stessa Mariastella ha dato l'esame di stato per avvocato in Calabria e non certo a Brescia, si sa bene. Stiamo ormai
raccogliendo i frutti ultramaturi del 68. I miei allievi sono i nipoti dei sessantottini, tanto per intenderci. Dopo tre
generazioni sappiamo che si può parlare di nuova generazione dal punto di vista culturale. A livello di grandi numeri si sa che

la scuola pubblica dell'obbligo non adempie al suo compito e, specialmente, nelle tanto raccontate scuole elementari italiane di cui una leggenda, forse metropolitana, narra l'eccelso livello e bontà. Io sono abituato come gli inglesi a dire che il budino è buono dopo l'assaggio. Ogni anno i budini che vengono dalle elementari sanno sempre più di rancido.
Mi fanno ridere le schiere di pedagogisti e psicologi che hanno dato il loro grande e glorioso contributo a sfasciare una
scuola che, nonostante tutto, pur classista, almeno non ti prendeva per il (simbolo del rame + articolo determinativo maschile) e ti valutava, generalmente, in modo attendibile e meritocratico. Nei grandi numeri era così.
Il mondo è più complesso di quaranta anni fa e c'è un grande bisogno di una scuola più attenta alla scansione evolutiva dei ragazzi.
Ora non ci sono più gli esami in quinta elementare, eppure ce ne sarebbe grande bisogno, magari con l'aggiunta di un bel tagliando di controllo in seconda. Com'era una volta forse non si può, ma così il budino fa davvero schifo.

educatore ha detto...

che trasando... Ti ringrazio per il contributo. Non lo condivido perché mi sono abituato a valutare il percorso piuttosto che la prestazione. Tuttavia apprezzo la tua analisi che indiscutibilmente presenta aspetti validi.

che trasando ha detto...

Io ringrazio te che mi sopporti.
;-)

riri ha detto...

Ciao Educatore, sarebbe banale dire che la scuola non è più quella di una volta, io non conosco questa realtà dall'interno, ma sento le mamme lamentarsi, le elementari dovrebbero formare, il programma è disatteso, i ragazzini non hanno voglia, insomma, quello che vorrebbero è più attenzione dagli insegnanti, qualcuno che ama il proprio lavoro c'è e coinvolge, altri sono stanchi, stufi, non vedono aperture ed un pò se ne fregano..scusami, la mia non vuol essere polemica, ripeto, sono voci di amiche, però la scuola vive un momento difficile.....sta agli Educatori (quelli veri e coscienziosi) dare una mano?
Un caro saluto, un bacio alla Signora.

Antonella ha detto...

che trasando... che emozione leggerti! A parte gli scherzi, non potrei essere piu d'accordo con te e sono abbastanza innervosita dai proclami che gratificano la nostra scuola elementare ponendola ai vertici europei (!?) qundo invece mi vedo arrivare in prima media (mi ostino a chiamarla così perché non è cambiando i nomi che si cambia la realtà delle cose) ragazzi sempre piu' carenti dei prerequisiti indispensabili per lavorare. Cosa ci si aspetta da me, i miracoli?
La passione, l'innovazione, l'amore per il mio lavoro, la ricerca di sempre nuove strade non bastano. Inoltre ho l'impressione che mi si chieda piu' che altro di fare l'assistenze sociale anziché l'insegnante. Come ho letto su un cartello affisso in un negozio di riparazioni di elettrodomestici ... "L'IMPOSSIBILE GIA' LO FACCIAMO, PER I MIRACOLI CI STIAMO ANCORA ATTREZZANDO!".