12 marzo 2008

"spariti" 13 milioni di euro dai fondi per l'istruzione

A me sembra una doppia sparizione. Per un verso la notizia riguarda la stupefacente fine di fondi del Ministero della Pubblica Istruzione, per altro verso a nascondersi per bene è la notizia stessa.
La testata giornalistica corriere.it pubblica il giorno 11 marzo 2008 l'articolo titolato "Scuola, rubati 13 milioni di euro. E' caccia alla talpa del ministero" a firma di Fiorenza Sarzanini.
Ritrovarlo con una semplice ricerca mi è riuscito difficile, ma il link funziona ancora.

Non commento. Mi limito a riportarne un brano...
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La denuncia del ministro Giuseppe Fioroni viene presentata il 16 gennaio scorso. Durante una delle verifiche periodiche, i funzionari si accorgono dell'ammanco di 13 milioni e centomila euro stanziati dall'Economia per i cosiddetti «bonus alle famiglie». I soldi erano stati accantonati su un conto Banco Posta Impresa. I primi accertamenti consentono di scoprire che sono stati spostati su un altro conto, intestato a una società di Bologna. Ma le ulteriori verifiche dimostrano che l'indirizzo corrisponde a un bar del centro della città: la società non esiste, i documenti utilizzati per aprire il deposito bancario sono falsi. La traccia è comunque buona perché rivela un ulteriore passaggio che porta ad un'altra azienda, la Egyptians for Investment and Tourism del Cairo e quindi al conto aperto presso la National Bank. Agli inizi di febbraio alcuni funzionari della Postale e dell'Interpol partono per l'Egitto, prendono contatti con la polizia locale e con i responsabili dell'Istituto di Credito. Il conto viene messo «sotto osservazione». Proprio in quei giorni viene effettuato un prelevamento di 50.000 euro. A questo punto viene congelato. Il governo italiano ottiene la garanzia che nessuno potrà effettuare altre operazioni, ma la somma rimane bloccata. Per ottenerne la restituzione è infatti necessaria una rogatoria internazionale: l'Italia deve dimostrare che quei soldi sono stati rubati.
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A me sembra che la notizia non abbia avuto rilievo nei notiziari a carattere nazionale.
Dà fastidio ammettere che 13 milioni di euro dei nostri soldi possono essere sottratti in modo così stupefacente, nella speranza che nessuno se ne accorga?
Quante altre volte è già successo e non si è venuto a sapere?

... poi vado dal mio preside e mi sento dire: "i soldi non ci sono".

10 marzo 2008

Un insegnante un po' trasgressivo

Su http://www.ilcineforum.it/frasi/elenco_frasi_famose.asp si trovano le "frasi famose" pronunciate nei film che qualcuno chiama "Cult Movie": le pellicole che hanno fatto la storia del cinema.

Mi aspetto di vedere presto inserito un aggiornamento quando uscirà il film "Indiana Jones Il Regno del Teschio di Cristallo".
"Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull" uscirà nelle sale USA, in prima mondiale il 22 marzo 2008. Il sito web ufficiale è http://www.indianajones.com/site/index.html
Lo scambio di battute tra Harrison Ford ed il giovane attore Shia LaBeouf, certamente destinato a diventare famoso, nell'originale è:

- You're a teacher?
- Part-time.

Letteralmente ...
- Sei un insegnante?
- Part-time. [a tempo limitato]

La versione del teaser (breve presentazione video) in italiano è invece diventata...
- Tu sei un professore?
- Qualche volta.

Parole che sono pronunciate con un tono ben diverso dall'originale e cariche di una diversa connotazione.

Il brano video è visibile cliccando qui:
http://www.waytoblue.com/hazyjane/client/it/uip/indianajones_trailer800.wmv

Sto usando queste parole (versione originale inglese) per chiudere i miei messaggi. Tecnicamente si chiama "tear line". Molti anni fa, per un certo periodo, chiudevo i messaggi con un altro motto di sapore cinematografico:
"Futuro Permanente"
Anche questo è rimasto per me un punto fermo.
Più o meno è il contrario di "Attimo Fuggente".

Dal momento che Indiana Jones ha solo qualche annetto più di me, fa l'insegnante, si caccia volentieri nei pasticci, ama e vive l'archeologia come profonda esperienza dell'anima...
Si capisce perché provo per il personaggio una "spiccata simpatia".

Il desiderio di gioiosa trasgressione ed una fortunata coincidenza mi hanno portato in possesso di uno sportivo ma elegantissimo cappello Borsalino acquistato da mio padre proprio ad Alessandria nei primissimi anni Cinquanta. Il periodo è proprio quello in cui è ambientata l'ultima avventura cinematografica di Indiana Jones.
Non è uguale al celebre cappello di Indy ma gli somiglia molto, con il vantaggio di presentare una migliore compatibilità ambientale che tende a renderlo accettabile anche oggi.
Per farla breve. Oggi sono andato a scuola con il Borsalino: una provocazione.
Per ora nessuno si è ancora espresso :-) ;-) I ragazzi sono rimasti un po' spiazzati. Il desiderio condiviso è quello di poterlo toccare.
Non so se consentirò di provarlo: i miti non si toccano.

04 marzo 2008

Pessimismo realistico

In un editoriale del "Corriere della Sera", Ernesto Galli Della Loggia delinea uno scenario drammatico della situazione scolastica italiana. Non mi rassegno a credere che la situazione sia così disperata. Certo che la realtà non sembra molto incoraggiante...
«... ha un'idea Veltroni delle condizioni in cui versa il nostro sistema scolastico? A sentirlo ripetere rancide formulette sulla «creatività dei ragazzi», sulla necessità di andare «oltre i temi», per esempio facendo girare agli studenti un film, o altre «puttanate» del genere, come le ha definite Massimo Cacciari, si direbbe proprio di no. Che non abbia alcuna idea degli edifici scolastici vilipesi e sfregiati in mille modi che costellano quasi tutti i panorami urbani italiani; degli ultimi decenni di riforme ridicole e tutte regolarmente naufragate, volute da pedagogisti di regime convinti che l'educazione e l'istruzione fossero risolvibili essenzialmente nelle tecniche di apprendimento. Che non abbia alcuna idea degli insegnanti in grandissima parte demotivati o, più spesso, del tutto impari al loro compito; dell'incubo cartaceo-riunionistico in cui sono costretti a passare gran parte del loro tempo; di tutto il sistema disciplinare e del rapporto tra la scuola e le famiglie che sono ormai disintegrati. Che nulla sappia del vuoto spirituale (sì, usiamo le parole appropriate: spirituale. Perché lo spirito può prendere mille forme, ma senza di esso nessuna sostanza è mai possibile) che domina una scuola ridotta nella sua essenza a un'insulsa macchina burocratica. »

16 febbraio 2008

Buoni e cattivi

In un editoriale di Francesco Giavazzi su www.corriere.it
dal promettente titolo "Ripartiamo dalla scuola", leggo:
«Che fare per migliorare la scuola? Una cosa è certa: un'ennesima riforma studiata dal ministero non servirebbe a nulla. Bisogna introdurre più concorrenza fra le scuole. Per farlo occorre dare alle famiglie la possibilità di scegliere: le scuole cattive rimarranno senza studenti e ci sarà la coda per iscrivere i figli alle migliori.»

Mi sto domandando se per fare una scuola buona o cattiva conta di più il contributo di decine di docenti o di un solo dirigente.

30 gennaio 2008

Esecuzione sospesa

Apprendo da fonte ANIAT che la bozza di Decreto Interministeriale per le "dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2008/2009" prevede la conferma della normativa finora vigente.
Ancora una volta, ciò significa "esecuzione sospesa" per l'ex EDUCAZIONE TECNICA che comunque risulta identificata come residuale, come si ribadisce con l'espressione: «Com’è noto, l’orario d’insegnamento della tecnologia, rientrante nell’area disciplinare “Matematica, scienze e tecnologia...».

b) Tecnologia
Com’è noto, l’orario d’insegnamento della tecnologia, rientrante nell’area disciplinare “Matematica, scienze e tecnologia”, assegnato nell’attuale fase transitoria ai docenti di educazione tecnica, è stato incrementato, a partire dall’anno scolastico 2006/07, fino a due ore settimanali.
In relazione a quanto sopra, i predetti docenti, ai fini del completamento a tre ore, previste per l’insegnamento di educazione tecnica, potranno essere impiegati, in base alle competenze professionali in possesso, nelle diverse attività previste dal progetto di istituto

La questione della terza ora rimane dunque affidata a scelte nella cui formazione i docenti di tecnologia hanno un ruolo del tutto minoritario. Ogni positiva soluzione, dal punto di vista didattico e professionale, resta pertanto rimessa alla responsabilità del Collegio Docenti ed all'accortezza della Dirigenza Scolastica.

31 dicembre 2007

Scuola violenta

Un insegnate precario ha deciso di creare un blog dedicato alla violenza nella scuola:
http://lascuolaviolenta.blogspot.it/
Il professor Lovreglio scrive:

"Solo goliardia? Ma in quale altro posto di lavoro, statale o privato, accadono cose di questo genere? In quale altro posto di lavoro la dignità umana e professionale è così calpestata e miseramente derisa?"

"l'idea è sorta partecipando alle discussioni realizzate su alcuni forum internet dedicate alla scuola. Era giunto il momento di rispondere ad alcuni interlocutori, soprattutto giovani studenti, che sul problema delle violenze agli insegnanti evidenziavano atteggiamenti aggressivi del tipo 'i prof se lo sono proprio meritato'. Ho così iniziato a raccogliere da internet gli episodi di bullismo - continua il docente - anche se è riduttivo chiamarli così, nei confronti degli insegnanti, da parte degli studenti, ma anche dei genitori. Lavorando in prima linea in questo campo mi sono subito reso conto della frequenza e delle proporzioni del fenomeno, ma anche del 'sommerso' cioè degli episodi non denunciati: ho così pensato fosse doveroso evidenziare il problema".

18 dicembre 2007

Le lenti magiche di un sogno in attesa del Natale

 

Ho sognato Babbo Natale!

Stava caricando sulla slitta grossi sacchi di juta ma, prima di incitare le sue renne, mi ha sussurrato: «Vado di fretta, questa notte esaudirò il tuo desiderio: porto all'umanità le magiche lenti a contatto che consentiranno a tutti di rivedere il tuo mondo nell’arco delle stagioni. Contenta? Però, sappi che la magia durerà soltanto poche ore».

Nel sogno, mi sentivo stranamente felice. Pensavo ai vecchi cortili, alla vita nei piccoli centri e alle magiche lenti che mostravano grandi e piccini mentre nelle calde sere estive portavano la seggiola fuori dalla porta di casa per sedersi e fare due chiacchiere col nonno di turno godendosi, senza fretta, il calar della sera.

Con le magiche lenti si sarebbero accostati a ruscelli limpidissimi con acqua pura, freschissima. Avrebbero sentito uomini fischiettare per strada, a piedi o in bicicletta, mentre le donne accudivano i loro bimbi e sfaccendavano in casa.
In quell'affresco, scolari diligenti svolgevano i compiti sullo stesso tavolo sul quale la mamma stirava o stendeva, a colpi di mattarello, la pasta per le tagliatelle.
Le notti erano tranquille e tutti si coricavano relativamente presto. «Quando viene il buio non c'è più niente di bello da vedere! ...tutti a nanna!» ripetevano le mamme ai loro figli mentre recitavano le preghiere della sera e al mattino, le finestre restavano spalancate a lungo per far entrare l’aria buona.
I piaceri erano semplici.

Essere onesti e di parola, valeva più del denaro e nessuno pensava di ottenere tutto, ad ogni costo mentre veniva insegnato che «fare il passo più lungo della gamba» era disdicevole. Il parto della cavallina o della capretta aveva nelle campagne, numerosi piccoli spettatori e l'educazione sessuale veniva recepita con la semplice osservazione.

Quando ci si avvicinava ad una cascina si sentiva l'acre odore delle stalle e i bimbi a scuola avevano un grembiule nero, uguale per tutti.
La stima conquistata, come una buona reputazione, era medaglia da esibire con orgoglio. Imparare l’arte, anche solo per metterla da parte, era quasi normale. Chi poteva mandare i figli al mare, in colonia, faceva strane raccomandazioni «Se ti graffi un piedino, mettilo nell’acqua del mare. Guarirà».

Il tempo è scaduto, le magiche lenti hanno perso il loro potere e mi sono risvegliata.
Ad occhi aperti, ho dovuto ammettere che l'idilliaco panorama presentava molte zone oscure. C'era per tutti tanta fatica e poco confort. Le case erano gelide, la miseria era per tutti e la ricchezza per pochi. Ho pensato con gratitudine agli elettrodomestici, al riscaldamento, all'acqua che scorre dai rubinetti, alle automobili, alla luce elettrica, ma riconosco di essere incontentabile.

Vorrei, infatti, poter considerare ancora l'acqua del mare come un naturale disinfettante. Vorrei che tutti gli sforzi dell'ingegno e delle risorse economiche fossero impiegati per ostacolare il deterioramento. Vorrei, tangibile, l'impegno di coloro che hanno il potere di intervenire.

E, soprattutto, vorrei evitare di chiedere in futuro a Babbo Natale: «Porta in regalo a noi e ai nostri figli un po' d'aria buona, pulita, respirabile!».
Vorrei troppo. Lo so. Ma è Natale!

- RENATA MUCCI - Brescia -