14 settembre 2009

Primo giorno di scuola: le bugie hanno le gambe corte

… ma se i mezzi di informazione rilanciano con martellante insistenza trionfalistici annunci , la gente comincerà a credere qualunque menzogna, purché ben sostenuta.

Così siamo al primo giorno di scuola e leggo l’offerta formativa della mia scuola come il tabellone di un aeroporto al collasso:

Laboratorio scientifico

CANCELLATO

Laboratorio di informatica

CANCELLATO

Laboratorio opzionale d’arte

CANCELLATO

Laboratorio opzionale di latino

CANCELLATO

Laboratorio di scrittura creativa

CANCELLATO

Laboratorio opzionale video

CANCELLATO

Laboratorio opzionale di teatro

CANCELLATO

Laboratorio opzionale di pallavolo

CANCELLATO

Laboratorio opzionale di danza

CANCELLATO

Laboratorio opzionale presciistica

CANCELLATO

Laboratorio recupero di lettere

CANCELLATO

Laboratorio alfabetizzazione stranieri

RIDOTTO

Semplice: riducendo aerei ed equipaggio, non si può capire come si possa affermare che i voli sono aumentati.

Questo, sia ben chiaro, non significa fare politica a scuola.

Significa dichiarare serenamente la situazione della scuola che conosco e che amo: la mia.

La politica della scuola la fa chi ha potere e strumenti per decidere e che ampiamente ne ha fatto uso.

Ora tocca alle famiglie fare i conti e capire quello che è successo.

Io i miei li ho fatti. Sono un “vecchio lupo di scuola” ed insegno dal 1972. Su 9 classi mi ritrovo oggi ad insegnare in due sole delle classi che già mi avevano come docente. Non ho chiesto il trasferimento: si tratta semplicemente degli effetti del riordino conseguente all’assegnazione del nuovo quadro orario.

Colleghi e colleghe incaricati a tempo indeterminato e solo poco più anziani, sono invece stati mandati a lavorare in sedi più disagiate, talvolta considerevolmente lontane dalla loro ormai consueta sede di servizio.

Primo giorno di scuola. Per tanti colleghi e colleghe precari è il primo giorno a casa dopo tanti anni di impegno.

Ho sentito e letto gli annunci … ma oggi a scuola ho visto solo vecchi insegnanti.

Gli anziani a lavorare ed i giovani a casa.

Del resto non è così che ora funziona nel mondo del “lavoro vero”?

C’erano tanti ragazzi e ragazze che chiedevano perché l’insegnante era cambiato e quello che avevano sempre avuto se ne era invece andato.

Oggi la classa verde, la classe rossa e la classe gialla, dove andavano Ali e Chen per imparare come si chiamano in italiano le cose che posano sul banco, sono rimaste con la porta chiusa.

Restavano aperte grazie agli “insegnanti in compresenza”.

3 commenti:

Jasna ha detto...

incredibile! oggi ho letto su libero che la nostra cara ministra... vuole bloccare al 30% l'entrata alle scuole agli stranieri. mi chiedo dove andremo a finire. ma sti poveretti per imparare almeno la lingua dove devono andare? invece di semplificare le cose creando classi e istruendo insegnanti che li possano aiutare ad integrarsi, tiriamo su altri muri... ma noi italiani non siamo razzisti!

educatore ha detto...

Per l'Amica Jasna.
Immagino che "l'eccesso" possa essere assegnato ad altre scuole.
In una città può significare un quartiere più scomodo, ma in un paese? E se nel paese accanto è già superata la soglia?
Nelle mie classi siamo largamente al di là del 50%, ma si tratta di ragazzi e ragazze nati in Italia, in grado di esprimersi molto più correttamente di un bambino italiano che magari ha un forte accento ed usa forme espressive dialettali.

maddalena ha detto...

L'immagine dell'areoporto è perfetta, e vi dirò di più : dopo 18 anni di precariato e 3 di ruolo, mi ritrovo in una nuova scuola che di nuovo non ha niente, aule minuscole , pareti scrostrate, finestre insufficienti, lavagne da libro Cuore, scale insicure...e non siamo a Kabul, ma nella spledida ,efficiente, trainante Pianura Padana. Però in un magazzino ci sono tre splendide LIM !
E in un altro magazzino , ancora più asfissiante , il ministro ha parcheggiato nella peggiore mortificazione migliaia di precari con la caramella di una buona indennità. Dar loro uno stipendio ridotto ( per un numero di ore ridotte) e mandarli a fare il loro lavoro ( compresenze, laboratori, alfabetizzazione) nelle scuole era troppo?
Evidentemente sì.

Ma io mi consolo : lascio le mie classi ad ottimi colleghi, i migliori.

Buon anno scolastico a tutti voi, ma soprattutto ai nostri alunni.