28 agosto 2009

Cambiano le regole per diventare insegnanti

Presentate dal ministro Gelmini le nuove procedure per accedere all'insegnamento.
L'imposizione di un anno di Tirocinio Formativo Attivo si presenta come un tributo oneroso per gli aspiranti docenti.
Se si affermasse anche nel resto del mondo del lavoro l'idea che per essere assunti bisogna prima lavorare per un anno gratuitamente, in prova, senza alcuna garanzia della successiva assunzione, sarebbe una vera tragedia sociale.
Ogni anno il datore di lavoro potrebbe essere messo nella condizione di trovare un altro aspirante, ancora più disperato, disposto a lavorare gratuitamente per un altro anno nella speranza di "avere il posto".
A questo si aggiunge la considerazione che migliaia di precari della scuola sono in realtà "precari fissi" perché da anni insegnano con supplenze annuali.
Ora anche questi veterani della scuola si trovano davanti alla prospettiva dell'anno di "Tirocinio Formativo Attivo".

Cliccare qui per un approfondimento sul Tirocinio Formativo Attivo

Ditemi che sbaglio e che in Italia si ha ancora diritto ad una remunerazione a fronte di una prestazione di lavoro.

6 commenti:

Jasna ha detto...

allucinante... quasi come se lavorare sia un passatempo di cui si può fare a meno di un compenso... da che mondo e mondo le prestazioni di qualsiasi tipo vengono pagate... magari sottopagate ma pagate.

educatore ha detto...

In realtà questo discutibile stato di cose è già purtroppo abbastanza consolidato. Ci sono aziende che sfruttano l'opportunità offerta dagli stages: in questo modo trovano giovani volenterosi disposti ad un'esperienza lavorativa non retribuita. Terminato, il periodo, via un giovane, avanti un altro... Infine considera i lunghi periodi di "praticantato non retribuito" legato all'accesso a professioni ed albi che costringono i giovani laureati a lavorare a lungo gratuitamente, spesso senza nemmeno un rimborso spese.

che trasando ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jasna ha detto...

e già.. sai che sotto questo punto di vista non ci avevo mai pensato... gli stages... in aziende grandi per fare praticantato... ma quando senti che succederà anche in aziende statali come la scuola... fa un po' specie NO!!!!?

che trasando ha detto...

Aspettiamo. Aspettiamo di vedere cosa c'è dentro questi discorsi. E' vero, io ho colleghe che ogni anno sono precarie e insegnano da una ventina di anni. Però devo
dire altrettanto che molte nicchiano a imparare un po' di informatica e a masticar
d'inglese. Alcune pretendono anche di snobbare queste nuove realtà e mi guardano strano quando propongo attività in questo senso.
Non parlo poi del problema alle scuole elementari, non vorrei rischiare la graticola.

svenneuandaz ha detto...

Purtroppo se non ve ne siete accorti è già così.
Sotto il contratto cosiddetto di "stage" il titolare ti assume anche per una anno (o poco meno), GRATIS o con un rimborso spese ridicolo (200 euro...neanche la benzina per andare al lavoro) e attenzione perchè non è riservato a ragazzini appena usciti da scuola, fino ai 30 anni ti possono proporre questo schifo di contratto. E lo fanno. Per poi, scaduto questo, se ti va bene hai un contratto a progetto (niente malattia, niente ferie, gli straordinari obbligatori ma mai pagati e ti mandano a casa quando vogliono) sennò trovano proprio uno più disperato e giovane e lo prendono per un altro stage....